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Mesagne. Quel gran pasticcio della Tari In evidenza

comune di mesagne-E' divenuta caotica la gestione del rimborso Tari presso il Comune di Mesagne,

giacché gli uffici hanno applicato erroneamente la quota variabile della tassa dei rifiuti anche alle pertinenze collegate all’abitazione principale e, adesso, dovranno rimborsare ai cittadini le quote erroneamente imputate, con i cittadini incavolati per la mancanza di direttive chiare emanate dall'ente. «Altro che il Comune è la casa dei cittadini», hanno sbottato alcuni contribuenti dopo essere stati negli uffici a chiedere chiarimenti. Così, se da una parte la maggioranza di governo e le opposizioni istituzionali sull'argomento si trovano d'accordo su tutto, cioè tacciono, chi cerca chiarezza è Antonio Calabrese, coordinatore di Progettiamo Mesagne. «Incomprensibilmente su questa ingarbugliata situazione l’Amministrazione comunale ancora tace», ha esordito Calabrese che ha tenuto a fare notare come «ad oggi non vi è stata alcuna comunicazione ufficiale relativa alla questione dei rimborsi così come promesso da un influente esponente della maggioranza lo scorso 4 dicembre in un suo intervento sui social». La confusione sull'argomento è totale. «Nessuna linea guida è stata stabilita perché, a detta del sindaco, si sarebbe in attesa di un’altra, improbabile, direttiva da parte del Mef riguardante le modalità di rimborso», ha aggiunto Calabrese che ha tenuto a far notare che «l’ufficio Tributi sta procedendo a scomputare la quota illegittimamente calcolata solo a quei cittadini che non avevano ancora pagato la Tari in questi anni, mentre il contribuente che ha già pagato deve presentare una richiesta di rimborso dagli esiti incerti, visto che il Comune può esprimersi entro 90 giorni o soddisfare la richiesta entro 180 giorni o, in caso di rigetto della domanda, proporre ricorso, con spese a suo carico, alla Commissione tributaria». Su tale ipotesi c'è chi si sta organizzando per promuovere una class action. «Tutto ciò è inconcepibile perché questa caotica gestione, oltre a creare una vera è propria discriminazione fra utenti, probabilmente sta consolidando di fatto un vero e proprio “buco legalizzato” nei capitoli delle entrate della Tari», ha incalzato il coordinatore di Progettiamo Mesagne secondo cui «il Comune sta istruendo procedimenti amministrativi di rimborso “ad personam” senza indicare le relative coperture. Serietà avrebbe voluto che l’Amministrazione, all’indomani della circolare del Mef avesse fornito delle precise istruzioni a tutti i contribuenti, indicando una modalità di richiesta di rimborso univoca, attraverso comunicazioni istituzionali sul sito e divulgate a mezzo stampa». davanti a questa incertezza «i cittadini si sono rivolti, per avere qualche straccio d’informazione o al proprio legale, commercialista o sindacalista di turno a dimostrazione del fatto che la città è ormai orfana di un’Amministrazione responsabile ed autorevole». 

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