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Mesagne, i tifosi pestati sono a Roma per la Coppa Italia

tifosi mesagnesi a frosinone 2"Nonostante questa brutta avventura la nostra passione bianconera e incrollabile

e non verrà meno: mercoledì saremo a Roma per assistere alla finale di Coppa Italia contro la Lazio”. Sono queste le parole di Adriano Sabato, fratello di Roberto il tifoso bianconero pestato dagli ultras napoletani, che in questi giorni hanno ricevuto la solidarietà sia da parte di amici e altri tifosi che dal mondo politico. In particolare dal sindaco di Mesagne e dall'intera città. "Secondo quanto si è appreso dalle cronache giornalistiche locali e nazionali, alcuni tifoni juventini mesagnesi, al rientro in Puglia dopo aver assistito all'incontro dell'Olimpico, sono stati aggrediti e malmenati senza motivo alcuno da un gruppo di ultras presso una stazione di servizio di Frosinone", hanno detto il primo cittadino, Pompeo Molfetta, e il consigliere comunale delegato allo sport, Alessandro Cesaria, a nome e per conto dell'intera Amministrazione comunale e hanno "condannato senza appello il vile gesto ed esprimono vicinanza ai conterranei coinvolti". Intanto la polizia ha già individuato alcune delle persone che hanno aggredito sette tifosi della Juventus, originari della Puglia, nell'area di servizio dell'A1 Anagni Sud. Gli investigatori sarebbero anche sulle tracce degli altri ultrà che avrebbero partecipato all'aggressione. Della vicenda si sta occupando anche la Digos di Napoli. I sette juventini hanno riportato ferite con prognosi tra sette e dieci giorni. tra questi c'è anche Adriano Sabato che è visibilmente scosso dalla triste vicenda che lo ha visto, suo malgrado, protagonista insieme al fratello Roberto e altri amici del pestaggio avvenuto nei pressi di una stazione di servizio di Anagni (Fr). "Siamo stati aggrediti da un gruppo di delinquenti, così possono essere definiti poiché noi stavamo facendo benzina senza dare fastidio a nessuno, causando dei traumi a mio fratello Roberto tra cui uno alla testa. Fortunatamente la tac ha escluso danni seri". Non è la prima volta che il gruppo di pugliese si reca in stadi nazionali e internazionali per seguire la Juventus. "Noi non siamo tifosi facinorosi, anzi. Per noi la Juve è una passione e vogliamo seguire le partite in serenità. Ognuno di noi ha famiglia e un'azienda da portare avanti. Insomma siamo persone serie. Siamo andati in giro in tutta Europa con la maglia della Juve per seguire la nostra squadra e non è mai accaduto nulla". Il gruppo di tifosi pugliesi pensando agli ultras romani aveva adottato anche delle precauzioni. "Non ci siamo fermati nelle immediatezze di Roma bensì un'ora dopo, a Frosinone, per cercare di non incontrare tifosi romanisti dimenticandoci però che il Napoli aveva giocato a Torino nel primo pomeriggio e i tifosi stavano facendo ritorno in Campania. Meglio non pensare se bersaglio di quei delinquenti fossero state delle famiglie". Infine, Adriano ci ha confidato: "La paura non ci deve far lasciare una passione che abbiamo nel cuore. Ecco perché mercoledì saremo a Roma per seguire la finale di coppa Italia tra Juventus e Lazio".

Ultima modifica ilMercoledì, 17 Maggio 2017 08:26
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