Menu

Mesagne. Furti di carciofi. Gli agricoltori chiedono l'intervento delle forze dell'ordine In evidenza

carciofoCampagne terre di nessuno con scorribande di balordi

che sono i nuovi padroni. Sta accadendo in questi giorni a Mesagne dove intere bande di malviventi stanno rubando campi di carciofeti lasciando i proprietari senza prodotto ma con i debiti di conduzione da pagare. Così, mentre le forze dell'ordine si dimostrano insufficienti a coprire i territori di loro competenza i malviventi sbeffeggiano i proprietari e nottetempo li derubano. A denunciare questi furti è Emanuele Guglielmi, già presidente di Coldiretti e del Consorzio ortofrutticolo "Salento messapico", imprenditore agricolo con decine di ettari investiti a carciofeto. "Ogni notte bande di malfattori ci derubano - ha spiegato - io con i miei fratelli siamo costretti a fare delle ronde ma appena andiamo via loro arrivano e ci derubano". In una notte i ladri, organizzate in bande, riescono a rubare anche 10 mila carciofi per un valore di 1000 euro. L'operazione, ripetuta più volte sullo stesso carciofeto, mette in ginocchio gli agricoltori poiché li priva del proprio reddito. Anzi li impoverisce poiché dovranno ugualmente pagare sia i prestiti di conduzioni sia i costi d'impianto. "Posso dire, senza ombra di smentita, che la forze dell'ordine non effettuano nessun controllo - ha aggiunto Guglielmi -. A Mesagne, ad esempio, ad ogni angolo di strada vi sono degli individui che si fermano con le auto piene di carciofi e li vendono. Qualcuno delle forze dell'ordine ha mai fatto dei controlli presso questi signori per verificare la provenienza di tale prodotto? Oppure sugli stessi mercati o venditori rionali? Certamente no. C'è una pratica che abbiamo introdotto anni fa che è quella della tracciabilità del prodotto. Perciò tutti coloro che li vendono sono tenuti a dimostrare con documenti alla mano la provenienza. Se non li hanno vuol dire che la provenienza della merce non è legale". Alcune notti fa Guglielmi ha scoperto due donne e un uomo che stavano rubando carciofi. Quando si è avvicinato sono fuggiti a bordo di un'auto nascosta poco distante. Tuttavia, non si può pensare che i furti di centinaia di migliaia di carciofi siano solo per la vendita al dettaglio. La maggior parte di questi potrebbero andare a finire, attraverso dei faccendieri, nella filiera dell'agroindustria. "E' qui che c'è il vero business - ha precisato Guglielmi - in giro per la Puglia vi sono certamente delle industrie poco inclini a rispettare leggi e regolamenti che acquistano il prodotto rubato e lo confezionano in vasetti di vetro. Se ci fossero dei controlli mirati queste incongruenze sarebbero individuate ed emergerebbe questo comparto oscuro che tanto sta danneggiando sia noi produttori sia le industrie conserviere che lavorano nella legalità e che non possono certo competere con le altre che hanno prezzi di vendita nettamente inferiori". I controlli nelle campagne non vanno fatti di giorno bensì di notte quando gli agricoltori cercano di riposare e i ladri sgusciano nelle loro proprietà derubandoli di tutto.  

Torna in alto