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Mesagne. Allarme rifiuti radioattivi, scatta il blitz In evidenza

radioattivo logoAllarme a Mesagne per alcuni rifiuti radioattivi che sarebbero stati trovati nel momento dello scarico in un'azienda leccese che gestisce la raccolta differenziata.

Per questo motivo ieri mattina una task force composta da vigili urbani e netturbini ha scandagliato, rifiuto per rifiuto, tutta la racconta dell'indifferenziata alla ricerca di scorie radioattive. In particolare l'attenzione si è rivolta verso le case di riposo e gli studi radiologici. Tuttavia, alcuni rifiuti radioattivi potrebbero appartenere a persone che si sottopongono a specifiche terapie mediche. Contravvenzioni, invece, sono state elevate nei confronti di esercizi commerciali che avevano messo nell'indifferenziata non solo spazzatura che poteva essere differenziata ma, addirittura, donata, perché ancora fresca, alla mensa della Caritas.

Il blitz è iniziato alle ore 6 di ieri mattina quando squadre di netturbini e vigili urbani hanno scandagliato la città alla ricerca di spazzatura differenziata collocata nell'indifferenziata. Così, controllo dopo controllo sono giunti nei pressi di un supermercato nei cui cassonetti sono stati rinvenuti prodotti freschi con scadenza di ieri. Il market non li aveva messi in vendita e li aveva gettati. Un gesto che gli è costata una contravvenzione per non aver differenziato il rifiuto e un ammonimento morale poiché tali generi elementari potevano essere donati alla mensa della Caritas.

I controlli sono continuati anche presso bar e ristoranti dove sono state rinvenute diverse anomalie puntualmente fotografate e sanzionate dai vigili urbani. Tuttavia, l'interesse maggiore si è concentrato presso le case di riposo e gli studi radiologici poiché la settimana scorsa l'azienda che differenzia i rifiuti di Mesagne ha trovato nella spazzatura alcuni elementi radioattivi. Immediatamente ha allertato ufficialmente l'azienda che ha in gestione la raccolta differenziata nel Comune di Mesagne chiarendo che non avrebbe più accettato tali rifiuti e rimandato indietro quelli risultati inquinati. Alcune tecniche di imaging diagnostico o di indagine funzionale e alcuni trattamenti terapeutici comportano l’impiego e la somministrazione di sostanze radioattive in forma non sigillata. Si utilizzano, in generale, sostanze radioattive in forma liquida o solida, in genere capsule.

Queste attività comportano un’inevitabile produzione di rifiuti radioattivi. In ogni modo nei rifiuti delle aziende radiologiche mesagnesi non è stato trovato nulla poiché differenziano tali scorie con aziende specializzate. Risulta, però, inevitabile anche l’immissione in ambiente di sostanze radioattive sottoforma di escrementi di pazienti portatori di radioattività dimessi dopo esami diagnostici ambulatoriali, successivamente a un trattamento terapeutico comportante l’ospedalizzazione o successivamente a un trattamento terapeutico effettuato in ambulatorio. Da qui il controllo presso alcune residenze sanitarie. 

Ultima modifica ilLunedì, 13 Marzo 2017 19:59
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