Caotica gestione dei lavoratori e delle lavoratrici alle dipendenze dell’istituto di vigilanza Securpol

Giugno 24, 2021 308

Con la presente lettera aperta, intendiamo rappresentare tutto il nostro disappunto per la inaccettabile confusa e caotica gestione dei lavoratori e delle lavoratrici alle dipendenze dell’istituto di vigilanza Securpol Puglia, e ci schieriamo al fianco dei sindacati e del personale che stamane terranno un sit in di protesta nei pressi della locale Prefettura.

     Sono ormai mesi che raccogliamo le lamentele dei dipendenti e dei loro congiunti, a fronte della inaccettabile e autoritaria gestione dei servizi,  - organizzati lontano da Brindisi, addirittura in provincia di Bari,- e senza che l’incaricato del servizio, ad eccezione di  messaggi whatzapp o di mail,   abbia alcun rapporto diretto con gli stessi lavoratori, pertanto senza alcuna possibilità per le guardie di poter interloquire e fare presente esigenze personali,  delle quali nella stragrande maggioranza dei casi non si tiene conto.

    Uomini e donne, padri e madri di famiglia, non hanno la possibilità di poter organizzare le proprie vite, ricevendo turni giornalieri e non settimanali, che impediscono la possibilità di armonizzare la naturale alternanza tra il lavoro e le esigenze familiari e private, e sono sottoposti a turni massacranti di 12 ore per più giorni consecutivi, dovendo subire un ricorso allo “straordinario” che di fatto non è più tale, ma bensì prassi giornaliera e costante.

     Non vi è una naturale rotazione sulle postazioni, pertanto può capitare ad alcuni fortunati/e di espletare esclusivamente turni mattutini, e ai meno fortunati/e di dover stare in piedi 12 ore, dalle 18 del pomeriggio sino alle 06,00 del mattino successivo, in postazioni scomode ed a diretto contatto con il pubblico, (ad esempio  ingresso pedonale e/o pronto soccorso ospedale Perrino) per più turni consecutivi.

     Tutto questo a discapito della serenità, del benessere, della prontezza operativa, e della stessa salute di persone che, in molti casi, non godono nemmeno della stabilità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, e che pertanto, come già avvenuto tante volte in passato, molto probabilmente una volta spremuti come limoni potrebbero essere “rottamati” per fare posto a nuova “carne fresca” in un ciclo continuo che deve invece cessare.

     E qui, introduciamo un altro argomento, del quale ci ripromettiamo di approfondire la tematica in un incontro che chiederemo nei prossimi giorni: quello dell’eccessivo turn over del personale addetto al settore della vigilanza.

    Qui il discorso si fa più ampio, e coinvolge tutti gli istituti di vigilanza, universalmente orientati su una rotazione del personale a nostro avviso eccessiva, e che solo l’organo preposto al rilascio dei titoli di polizia e del porto d’armi può regolamentare, ovvero la Prefettura.

Il 9 ottobre 2018 l’allora Capo della Polizia Dottor Carlo Gabrielli emanava una circolare con la quale, nel dare attuazione all’art. 252 – bis comma 3 del R. D. n. 635/1940, dava il via al definitivo processo di attivazione del “Database Nazionale degli Operatori della Sicurezza Privata”

     Detto database prevede , tra le tante cose, il “registro nazionale” ed il “database nazionale”  delle GPG, riportante la “storia “ lavorativa di tutte le guardie che prestano o hanno prestato servizio , con lo scopo evidente di creare una banca dati dalla quale poter attingere informazioni, e rendere più agevole e snello il lavoro degli addetti alla raccolta delle informazioni e alla verifica dei requisiti (Questure o Stazioni dell’arma dei Carabinieri)  necessari alle Prefetture per il rilascio dei porto d’arma e dei titoli di Polizia: agevolare il lavoro delle Prefetture in caso di rinnovo della documentazione nell’ambito della provincia di appartenenza, o di qualsiasi Prefettura nazionale nel caso in cui la GPG decida di farsi assumere in una provincia diversa da quella nella quale ha precedentemente ottenuto il decreto.

     Detto database “dovrebbe “ essere operativo già a far data  dal 1 febbraio 2019.

     Quello che ci preme qui sottolineare è che detta banca dati non è stata pensata quale “lista di collocamento” dalla quale attingere sui territori qualora le esigenze lo richiedano: noi siamo assolutamente contrari al turn over esasperato che fa si che molti istituti assumano ragazzi e ragazze per periodi limitati, li costringano ad acquistare l’arma con la quale espletare il servizio, e dopo contratti di lavoro a volte davvero limitati nel tempo, procedano a licenziamento per poi assumere altri lavoratori.

     Tutto questo non crea lavoro, ma disoccupazione di ritorno  e disperazione: noi lasciamo a casa lavoratori esasperati per la perdita del posto di lavoro, e facciamo “dormire” nei cassetti delle loro case  decine e decine di armi che spesso diventano oggetto di violenze, strumenti di morte per se stessi e/o per gli altri, facile preda per i malavitosi che potrebbero impossessarsene per sottrazione o peggio per cessione volontaria.

     Chiederemo pertanto ai nostri parlamentari delle commissioni preposte di modificare i tratti salienti del su menzionato database, con lo scopo di obbligare gli Istituti di vigilanza ad attingere dallo stesso per le esigenze lavorative, fatto salvo il requisito essenziale per le GPG di non aver subito licenziamento a causa di sanzioni disciplinari, incapacità o negligenza nell’esecuzione dei servizi assegnati, infedeltà alle Leggi della Repubblica o ai dettati aziendali relativi al servizio assegnato.

     Chiediamo nel frattempo a Lei Sig.  Prefetto che, attraverso gli organi di P.G. dei quali dispone, disponga un controllo serio e puntuale sul rispetto dello Statuto dei lavoratori e del contratto nazione di lavoro dei dipendenti dei servizi di vigilanza privata sul nostro territorio.

    Siamo convinti che Ella saprà affrontare con decisione i vari problemi su esposti, e nei prossimi giorni ci riserviamo di incontrarla per una più approfondita condivisione degli stessi.

    

     Si ringrazia per l’attenzione e cordialmente si saluta.

                                                                                                                             Cesare MEVOLI

                                                                                                                         Responsabile regionale

                                                                                                                          Commissario cittadino