Redazione

Quindici giorni di chiusura per un bar. È il provvedimento disposto dal Questore di Brindisi, ai sensi dell'art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), una misura amministrativa adottata quando un esercizio pubblico viene ritenuto teatro di episodi che possono compromettere l'ordine e la sicurezza pubblica.
La decisione nasce dagli accertamenti svolti dalla Polizia di Stato  del Commissariato PS di Ostuni in relazione ai gravissimi fatti avvenuti la sera del 22 giugno 2026, quando davanti al locale si è verificata una violenta aggressione che ha coinvolto più persone.
I fatti si sono consumati sotto gli occhi di cittadini e turisti: le immagini acquisite dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza comunale con la collaborazione della Polizia Locale avrebbero documentato una scena di particolare violenza, consumatasi in una delle piazze più frequentate della città bianca, nel cuore del centro storico.
Secondo quanto emerso, inizialmente dell'episodio non era stata fatta alcuna segnalazione alle forze dell'ordine che ne hanno avuto  notizia in via informale e solo grazie all'attività investigativa della Polizia di Stato è stato possibile ricostruire quanto accaduto nelle immediate vicinanze dell’ingresso di un bar. Anche le audizioni di chi avrebbe potuto e dovuto segnalare l’evento non hanno aiutato l’attività della Polizia di Stato che, con grande acume investigativo e professionalità, è riuscita a trovare chiari e inequivocabili riscontri che hanno permesso l’adozione del provvedimento amministrativo della chiusura del Bar per 15 giorni da parte del Questore di Brindisi atteso che l'episodio è stato qualificato come di particolare gravità sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica.
A conferma della particolare attenzione riservata alla tutela della sicurezza urbana durante la stagione estiva, il Questore della Provincia di Brindisi, ha inoltre predisposto, proprio nel territorio di Ostuni, dei servizi straordinari con il camper della Polizia di Stato, impiegato nei luoghi di maggiore affluenza del territorio, sia nella centralissima Piazza della Libertà sia nelle località marine di Ostuni, al fine di garantire una presenza costante e capillare durante il periodo di massimo afflusso turistico.
L'iniziativa rientra nella strategia di controllo del territorio e di polizia di prossimità promossa dalla Questura, con l'obiettivo di garantire una presenza ancora più visibile delle forze dell'ordine nei luoghi maggiormente frequentati da cittadini e visitatori. Il camper della Polizia costituisce infatti un presidio mobile di sicurezza, facilmente riconoscibile, attraverso il quale gli operatori possono fornire assistenza ai cittadini, raccogliere segnalazioni, offrire informazioni, orientare i turisti e rappresentare un punto di riferimento immediato per chiunque necessiti del supporto della Polizia di Stato.
La presenza del presidio mobile assume un'importanza strategica in una città come Ostuni, che nei mesi estivi registra un significativo incremento delle presenze turistiche. La sua dislocazione nei principali punti di aggregazione del territorio, compreso il centro cittadino e le zone costiere, consente di rafforzare il controllo del territorio, svolgendo una concreta funzione di prevenzione e deterrenza e contribuendo ad aumentare la percezione di sicurezza e a consolidare il rapporto di fiducia tra cittadini, turisti e istituzioni.
L'intervento disposto dal Questore di Brindisi conferma una linea d'azione fondata sia sulla prevenzione sia sulla fermezza. Da un lato, attraverso l'utilizzo degli strumenti amministrativi tesi a contrastare situazioni pregiudizievoli per l'ordine pubblico; dall'altro, mediante una costante presenza sul territorio con servizi straordinari e presidi di prossimità, finalizzati a garantire la serenità della vita cittadina e a tutelare l'immagine di Ostuni come meta sicura e accogliente per residenti e turisti.

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Oltre 155,5 milioni di euro saranno erogati alle imprese agricole pugliesi nell’ambito degli anticipi degli aiuti diretti della Politica agricola comune. I pagamenti, gestiti da AGEA, rientrano nella prima fase dello scadenziario predisposto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per assicurare liquidità al settore primario con largo anticipo rispetto alle ordinarie tempistiche europee.

Per le sole mensilità di luglio e agosto 2026, gli organismi pagatori erogheranno complessivamente circa 1,3 miliardi di euro alle aziende agricole italiane. Il programma prevede 680 milioni di euro attraverso AGEA entro il 30 luglio, 621 milioni tramite gli organismi pagatori regionali entro il 30 agosto e ulteriori 368 milioni entro il 15 ottobre, per un ammontare complessivo prossimo a 1,67 miliardi di euro.

“L’erogazione di oltre 155 milioni di euro destinati alla Puglia rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle nostre imprese agricole, che stanno affrontando l’aumento dei costi di produzione e le conseguenze di una situazione internazionale particolarmente complessa – dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Maria Nocco – L’anticipazione dei pagamenti permette alle aziende di disporre delle risorse in una fase decisiva dell’annata agricola, nella quale devono sostenere spese per il lavoro, l’acquisto dei mezzi tecnici, l’energia e la programmazione delle successive attività produttive. Garantire agli agricoltori le risorse che spettano loro con tempi certi e fortemente anticipati significa permettere alle aziende di programmare le attività, rispettare gli impegni assunti e ridurre il ricorso all’indebitamento. La liquidità disponibile nel momento in cui serve è uno degli strumenti più efficaci per tutelare la tenuta delle imprese e dell’intero sistema agroalimentare”.

L’accelerazione dello scadenziario è stata resa possibile dal lavoro di riorganizzazione delle procedure, dal potenziamento degli strumenti tecnologici e dalla maggiore rapidità dei controlli amministrativi e satellitari. Un’attività che coinvolge il MASAF, AGEA e gli organismi pagatori e che punta a trasformare con maggiore tempestività le risorse della PAC in pagamenti effettivi alle imprese.

“Il risultato raggiunto premia il lavoro portato avanti dal MASAF, dal ministro Francesco Lollobrigida, da AGEA e da tutti gli organismi pagatori – aggiunge Nocco (FdI) – La riorganizzazione delle procedure, gli investimenti tecnologici e l’accelerazione dei controlli amministrativi e satellitari consentono oggi all’Italia di collocarsi ai primi posti in Europa per la rapidità dei pagamenti PAC”.

Per la Puglia, che esprime una delle realtà agricole più importanti del Paese, l’erogazione di oltre 155,5 milioni di euro produce effetti che riguardano l’intera economia regionale. Le risorse sostengono infatti le aziende, le filiere agroalimentari, l’occupazione e la capacità del territorio di mantenere elevati livelli produttivi e qualitativi.

“In una regione agricola come la Puglia, queste risorse assumono un valore ancora più rilevante. Sostenere tempestivamente il settore primario vuol dire difendere il reddito degli agricoltori, la continuità delle produzioni, l’occupazione e la stabilità dei prezzi lungo la filiera. È la dimostrazione – conclude Nocco – di una politica agricola che trasforma gli stanziamenti in risorse realmente disponibili per chi lavora ogni giorno nei campi”.

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Operare un tumore localizzato nel punto di passaggio tra esofago e stomaco è già di per sé una procedura complessa. Lo diventa ancora di più quando la paziente è stata precedentemente sottoposta a un intervento bariatrico che ha modificato profondamente la normale anatomia dell’apparato digerente.

È il caso affrontato nelle ultime ore, e per la prima volta al mondo, all’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte, dove è stato eseguito con successo un delicato intervento robotico su una paziente pugliese affetta da carcinoma del cardias, insorto a distanza di anni da un Mini Gastric Bypass effettuato per il trattamento dell’obesità patologica, dopo un calo ponderale di circa 40 Kg.

L’intervento è stato eseguito dal Dott. Leonardo Vincenti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte, assistito dal Dott. Fabrizio Aquilino e dalla Dott.ssa Felicia Fiore, dirigenti medici dello stesso Istituto.

I chirurghi hanno dovuto rimuovere la parte interessata dal tumore e ricostruire la continuità dell’apparato digerente, necessaria a consentire il normale transito degli alimenti, intervenendo su un’anatomia già profondamente modificata dalla precedente operazione. Una condizione rara, che ha richiesto una pianificazione particolarmente accurata e il coinvolgimento coordinato di chirurghi, oncologi, anestesisti, radiologi e rianimatori.

L’elemento di maggiore rilievo scientifico riguarda, oltre alla rarità del caso, la tecnica utilizzata: non risultano ad oggi segnalazioni nella letteratura mondiale di una resezione esofago-gastrica secondo Ivor Lewis eseguita con approccio robotico in una paziente precedentemente sottoposta a Mini Gastric Bypass.

La presenza di una pregressa chirurgia bariatrica rappresenta, infatti, una delle condizioni più impegnative per il chirurgo esofago-gastrico e per il team anestesiologico che la gestisce. Le profonde modificazioni anatomiche conseguenti al Mini Gastric Bypass rendono particolarmente complessa la pianificazione e l'esecuzione della resezione oncologica, nonché la ricostruzione del transito alimentare, imponendo un'attenta valutazione multidisciplinare e un'elevata esperienza tecnico-chirurgica.

La letteratura scientifica internazionale documenta come il carcinoma del cardias o dell'esofago insorto dopo Mini Gastric Bypass sia un evento estremamente raro (50 casi in tutto il mondo), descritto prevalentemente attraverso case report e limitate casistiche. Analogamente, l'esecuzione di una resezione esofago-gastrica secondo Ivor Lewis con tecnica robotica in questo particolare contesto rappresenta una procedura altamente specialistica, riservata a centri dotati di competenze avanzate sia nella chirurgia robotica che nella chirurgia oncologica dell'esofago e dello stomaco. Non esistono ad oggi segnalazioni in letteratura mondiale.

Dopo la diagnosi, il caso è stato discusso nell'ambito del team multidisciplinare, consentendo la migliore definizione diagnostica e di conseguenza la strategia terapeutica. La paziente è stata quindi sottoposta a trattamento neoadiuvante, venendo arruolata nello studio clinico di fase III MATTERHORN, per il quale l'IRCCS "Saverio De Bellis" si colloca tra i principali centri italiani per volume di arruolamento, rappresentando il primo centro del Sud Italia.

L'intervento è stato eseguito mediante piattaforma robotica, tecnologia che consente una visione tridimensionale ad alta definizione, estrema precisione nei movimenti e un'accurata dissezione anche nei casi caratterizzati da alterazioni anatomiche secondarie a precedenti interventi chirurgici. L'approccio mini-invasivo robotico offre inoltre i consolidati vantaggi di una riduzione del trauma chirurgico, un migliore controllo del dolore post-operatorio e un più rapido recupero funzionale.

Il successo di questa procedura rappresenta il risultato di un importante lavoro di squadra, reso possibile dalla piena integrazione tra le diverse professionalità coinvolte nel percorso di cura.

“La particolare complessità dell’intervento non è stata legata soltanto alla precedente chirurgia cui la paziente era stata sottoposta, ma anche alla sede della malattia, sviluppatasi in parte nell’addome e in parte nel torace”, spiega il Dott. Leonardo Vincenti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’IRCCS Saverio de Bellis. “Si è trattato di una procedura particolarmente impegnativa, resa possibile dal grande lavoro di squadra di tutte le professionalità presenti nel nostro Istituto, che hanno operato con dedizione, competenza e piena collaborazione”.

“La capacità di affrontare casi così rari e complessi nasce non solo dalla disponibilità di tecnologie avanzate, ma soprattutto dall’organizzazione di percorsi nei quali elevate competenze cliniche, chirurgiche e scientifiche possano lavorare insieme - ha commentato il Direttore generale dell’IRCCS “Saverio de Bellis” il dott. Michelangelo Armenise - “L’obiettivo dell’Istituto è mettere l’innovazione al servizio dei pazienti, offrendo attraverso il sistema sanitario pubblico risposte adeguate anche nelle situazioni che richiedono livelli particolarmente elevati di specializzazione”.

“La presa in carico multidisciplinare ha consentito di accompagnare la paziente in tutte le fasi del percorso, dalla diagnosi al trattamento oncologico, fino all’intervento e alla gestione post-operatoria”, ha evidenziato il Direttore sanitario dell’IRCCS “Saverio de Bellis”, il Dott. Emanuele Tatò “La condivisione delle decisioni tra le diverse unità operative è un elemento essenziale per garantire appropriatezza, sicurezza e continuità assistenziale nei casi ad alta complessità”.

L’intervento testimonia, ancora una volta, il valore generato dell’integrazione tra esperienza chirurgica, tecnologie robotiche, ricerca clinica e collaborazione multidisciplinare nella gestione di patologie oncologiche rare e particolarmente complesse.

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Valtur Brindisi annuncia con grande soddisfazione di aver completato il roster per la stagione 2026/27 con l'inserimento di JaCorey Williams, centro americano di 203 cm classe 1994, atleta di riconosciuta esperienza e caratura internazionale ed europea.

Ottima conoscenza del basket Italiano in Serie A a Trento (secondo miglior realizzatore del campionato 2020/21 a 18.2 punti e 7.8 rimbalzi di media) e Napoli (15.1 e 7.9 rimbalzi a partita nel 2022/23), si lega alla società biancoazzurra fino al 2028 con un contratto di durata biennale.

Centro di mano mancina, dal grande impatto fisico e atletico, è dotato di una varietà di offensive che lo hanno reso negli anni una prima scelta assoluta nel suo ruolo. JaCorey è stato già allenato da coach Nicola Brienza a Trento nel 2020/21, stagione che lo ha visto assoluto protagonista in Italia, il migliore della squadra in campionato per punti segnati, rimbalzi, stoppate, percentuale dal campo e premiato agli LBA Awards come 'Giocatore Rivelazione della stagione'. Miglior prestazione stagionale i 33 punti messi a segno nel match vinto contro Venezia. Esperienza positiva anche in campo europeo, a 15 punti e 7 rimbalzi di media, nel cammino fino alle Top16 di Eurocup in cui spiccano i 27 punti realizzati nella trasferta russa a Kuban.

Il suo ritorno in Serie A nel 2022/23 con la canotta di Napoli, lo riportò agli onori della cronaca da grande protagonista della salvezza della squadra campana grazie ai 452 punti messi a segno in 30 partite, cifre e prestazioni tali da valere la nomination nel miglior quintetto LBA della stagione.

Nato in Alabama, a Birmingham, JaCorey si diploma e ottiene una borsa di studio per il famoso programma di basket dell'Arkansas nella NCAA. Dopo tre stagioni con i "Wild Hogs", decide di cambiare college nell'ultimo anno e di trasferirsi al Middle Tennessee, dove registra le migliori prestazioni della sua carriera universitaria: 17,3 punti, 7,3 rimbalzi e 1,6 assist in quasi 30 minuti di gioco.

La sua carriera professionistica inizia dal 2017 al 2019 nella G League con i Canton Charge, affiliati dei Cleveland Cavaliers, e nel frattempo ha un primo assaggio d'Europa disputando 11 partite con l'Hapoel Gilboa in Israele. Dal 2019, prosegue la sua carriera in Europa: Grecia (PAOK - 2019-20, Maroussi 2025-26), Italia (Trento - 2020-21, Napoli - 2022-23), Francia (Bourg-en-Bresse - 2021-22), Montenegro (Budučnost - 2023-24), Israele (Hapoel Jerusalem - 2023-24, Maccabi Ra'anana 2025-26) ed Emirati Arabi Uniti (Dubai BC - 2024-25).
Nella sua ultima stagione ha giocato nel campionato greco con il Maroussi e nel campionato israeliano con il Maccabi Ra'anana, sempre in doppia cifra realizzativa (11.6 punti e 6.2 rimbalzi in Grecia e 10.8 punti e 5 rimbalzi in Israele) confermandosi un fattore determinante in entrambe le squadre.

Nel corso della sua carriera ha arricchito il curriculum con tre partecipazioni ad edizioni Eurocup (Trento, Bourg e Budučnost) e due competizioni FIBA Basketball Champions League (Paok e Hapoel Jerusalem). 

Benvenuto a Brindisi, JaCorey!

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Nella mattinata di oggi, martedì 28 luglio 2026, una delegazione dell’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella, sezione Puglia, è stata in visita di cortesia presso il Municipio di Brindisi.

La delegazione, costituita dal maggiore CC Alessandro Genovese, dagli avv. Fabio Fullone e Marco Grattagliano e dai dott. Alessio Sardiello e Angelo Tedesco, si è intrattenuta a colloquio con il vicesindaco di Brindisi, avv. Fabio Di Bello.

Al centro del colloquio la funzione dell’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella, al servizio della collettività, mettendo a disposizione l’esperienza valoriale acquisita alla Nunziatella, attraverso la realizzazione di attività sulla legalità, rivolte in special modo ai giovani.

Prima del congedo, lo scambio di doni simbolici a sigillo dell’avvio di una collaborazione in favore delle nuove generazioni.

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Per la prima volta nella storia dell’omonima DOC, i vini di Ostuni attraversano l’Oceano e approdano sul suolo americano. Succede grazie ad Amalberga, piccola ed emergente cantina ostunese, ambasciatrice di quelle tipicità e autenticità che oggi i consumatori (anche quelli statunitensi) cercano senza compromessi. Una spedizione di circa 5.000 bottiglie ha lasciato l’azienda pochi giorni fa, diretta per il 70% in California e per il 30% a New York, dove sarà distribuita da un prestigioso importatore californiano riconosciuto per l’estrema accuratezza con cui seleziona le cantine italiane rappresentate nel proprio portfolio.

Un incontro nato per caso, diventato una collaborazione


Nel giugno dello scorso anno, due rappresentanti dell’importatore, in incognito, hanno scelto Amalberga per una serata sul territorio, attratte dalle recensioni lette sul web. Colpite dalla degustazione della linea DOC di Ostuni, hanno chiesto di essere messe in contatto con la proprietà: da lì è nato un rapporto che, tra assaggi e analisi approfondite, si è concretizzato durante lo scorso Vinitaly con la formalizzazione del contratto. Dopo aver degustato l’intera gamma, l’attenzione dell’importatore si è concentrata su quattro etichette: le due DOC di Ostuni, STÙNE Bianco (Ostuni Bianco DOC), e STÙNE Ottavianello (Ostuni Rosso DOC), e due tipologie particolari: Diffondo Rosato Spumante (interpretazione del metodo classico da uve Negramaro con permanenza dei lieviti sul fondo) e Cio Ciò, il vino da uve miste bianche e rosse che richiama un’antica tradizione contadina del territorio.

 

Formazione e prospettive di crescita

 

Nelle settimane precedenti la spedizione, il team di Amalberga ha incontrato anche i sales manager dell’importatore per un primo momento di formazione sui vitigni autoctoni pugliesi utilizzati (tra cui Impigno, Francavidda e Ottavianello) poco noti sul mercato statunitense. Ulteriori sessioni di formazione, rivolte alla rete di agenti, sono programmate non appena i prodotti arriveranno a destinazione. L’importatore ha già manifestato la volontà di ampliare in futuro il portfolio con nuove etichette, tra cui il Susumaniello e la Francavidda, da due varietà autoctone icone della produzione Amalberga. 

 

"Vedere le nostre bottiglie attraversare l'oceano è motivo di orgoglio enorme per una cantina artigianale come la nostra. Che un importatore tanto selettivo abbia scelto Amalberga per raccontare una nuova visione del territorio pugliese è per noi la conferma più bella del lavoro fatto prima di tutto in vigna e poi in cantina in questi anni." dichiarano da Amalberga.

AMALBERGA

 

Amalberga è una giovane realtà vitivinicola artigianale che si estende su 10 ettari nelle campagne di Ostuni. Fondata dall’imprenditore agricolo Dario de Pascale insieme a Roberto Fracassetti, Roberto Candia e a un team profondamente legato al territorio, nasce con l’obiettivo di valorizzare la tradizione enologica dell’area attraverso una produzione biologica incentrata sui vitigni autoctoni e su una lettura contemporanea della DOC Ostuni. Radicata nel cuore della Valle d’Itria e guidata da una visione agricola, sostenibile e orientata alla qualità, Amalberga unisce il lavoro in vigneto alla ricerca enologica per dare vita a vini autentici e riconoscibili, capaci di esprimere l’identità più autentica e al tempo stesso più moderna della viticoltura ostunese. Dalla coltivazione alla produzione, ogni scelta nasce dalla volontà di custodire il territorio e contribuire alla rinascita della DOC Ostuni. Enologi di Amalberga sono Gloria Battista e Valentino Ciarla.

 

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Un milione e 130 mila euro per trasformare lo stadio comunale “Alberto Guarini” in un impianto sportivo moderno, sicuro e a emissioni quasi zero. È questo il fulcro dell'ambizioso progetto di recupero funzionale approvato dal Comune di Mesagne, pronto a candidarsi ufficialmente al bando statale "Sport e Periferie 2026" per restituire alla cittadinanza un polo di aggregazione e socialità totalmente rinnovato. Con la delibera numero 116, adottata dalla Commissaria Straordinaria, la dottoressa Maria Antonietta Olivieri, con i poteri della Giunta Comunale, l'ente ha tracciato formalmente la strada per il futuro della struttura, mettendo sul piatto un milione di euro di finanziamento statale richiesto e 130 mila euro di cofinanziamento stanziati direttamente dal bilancio comunale. L’obiettivo dell'intervento va ben oltre il semplice restyling estetico, rispondendo a precise e urgenti necessità normative e di sicurezza statica. Il cuore sportivo del progetto si concentrerà sul rettangolo di gioco: l’attuale manto in erba sintetica, ormai logorato dal tempo e non più idoneo all'attività agonistica, verrà interamente rimosso e smaltito. Al suo posto nascerà un prato di ultima generazione certificato LND Standard, una scelta fondamentale per consentire la successiva ri-omologazione ufficiale da parte della FIGC e della Lega Nazionale Dilettanti. Parallelamente, i lavori coinvolgeranno il sistema perimetrale di canalette per il drenaggio delle acque piovane e il rinnovamento completo degli arredi sul campo, incluse le porte, le panchine e le bandierine. Accanto alla componente prettamente sportiva, il piano tecnico – redatto dal Responsabile dell'Area Lavori Pubblici, l'ingegner Cosimo Claudio Perrucci – punta a garantire la massima tutela per gli spettatori. Verrà infatti avviato uno studio approfondito sulla vulnerabilità sismica delle tribune, sia quella scoperta che quella coperta, attraverso rilievi geometrici e indagini sui materiali. Questa operazione sarà accompagnata dal totale rifacimento delle impermeabilizzazioni dei tetti delle tribune, del blocco servizi e della casa del custode, per una superficie complessiva di oltre 900 metri quadrati, eliminando così i problemi di infiltrazione. Anche la viabilità esterna, i piazzali interni e gli accessi saranno riconfigurati per garantire la totale eliminazione delle barriere architettoniche. A fare la differenza e a proiettare lo stadio "Guarini" nel futuro sarà però la sua forte impronta ecologica, studiata per abbattere drasticamente i costi di gestione del Comune e rispettare il principio europeo del DNSH (Do No Significant Harm) per la sostenibilità ambientale. La struttura si trasformerà in una piccola centrale di energia pulita grazie alla posa di un impianto fotovoltaico da 19,80 kWp composto da 36 moduli in silicio monocristallino. Le vecchie e dispendiose caldaie a gas GPL verranno mandate in pensione: al loro posto saranno installate moderne pompe di calore aria-acqua ad alta temperatura per il riscaldamento e l'acqua calda sanitaria, supportate da un massiccio boiler di accumulo da 1.500 litri. Infine, l'efficientamento toccherà anche gli spogliatoi e i locali interni, dove l'attuale illuminazione fluorescente sarà sostituita con lampade a LED e verranno inseriti pali fotovoltaici ad isola nelle aree esterne. La rete di distribuzione idrica del blocco docce sarà interamente rifatta con nuovi materiali isolati e dotata di rubinetterie temporizzate con rompigetto eco, pensate per azzerare gli sprechi d'acqua. Con la generazione del codice CUP e l'immediata inclusione dell'intervento nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2026/2028, Mesagne ha blindato la propria candidatura sulla piattaforma del Dipartimento per lo Sport, in attesa del via libera che darà inizio ai cantieri.

 

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Acquedotto Pugliese potenzia le attività di sanificazione con ulteriori risorse sul territorio e introduce su aqp.it un web form dedicato alle segnalazioni di blatte, uno strumento semplice e immediato che consente ai cittadini di comunicare con precisione la presenza di infestazioni, indicando luogo, condizioni riscontrate e informazioni utili agli interventi.

Il potenziamento riguarda gli interventi puntuali attivati sulla base delle segnalazioni e delle richieste delle amministrazioni locali e dei cittadini, che si aggiungono alla programmazione ordinaria delle attività di sanificazione. 

La deblattizzazione è parte delle attività di sanificazione della rete fognaria nera gestita da AQP. Gli interventi sulla rete pubblica risultano, tuttavia, più efficaci se accompagnati da un’attività di coordinamento: i Comuni si occupano della fogna bianca e delle aree pubbliche e ai privati spetta la manutenzione delle reti interne, come scantinati, fosse settiche e impianti condominiali.

Anche i comportamenti quotidiani incidono: residui alimentari, rifiuti abbandonati e scarti di cibo favoriscono la proliferazione degli insetti. Per questo il servizio richiede una collaborazione attiva tra Acquedotto Pugliese, amministrazioni locali, cittadini ed esercizi di ristorazione.

La proliferazione delle blatte è influenzata anche da fattori ambientali: inverni più miti, aumento delle temperature, disponibilità di residui alimentari, riduzione dei predatori naturali e crescente resistenza agli insetticidi. Nonostante il fenomeno, le blatte presenti in Italia non pungono né mordono e non sono vettori specifici di malattie.

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È entrata nel vivo in Puglia la raccolta del pomodoro da industria nei campi più precoci, trapiantati tra la prima e la terza settimana di aprile, con le prime produzioni che confermano un prodotto di elevata qualità, mentre sul fronte delle rese emergono le prime criticità legate all'andamento climatico della primavera e alle difficoltà incontrate nella preparazione dei terreni. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Puglia, che evidenzia come, nelle aree dove le piogge hanno rallentato le operazioni di preparazione dei suoli, gli agricoltori siano stati costretti a effettuare lavorazioni in condizioni non ottimali, con inevitabili ripercussioni sullo sviluppo delle colture. A ciò si sono aggiunti fenomeni fisiologici che hanno limitato il potenziale produttivo delle piante, determinando rese inferiori alle aspettative, pur a fronte di una qualità dei frutti particolarmente elevata.

 

Le precipitazioni accompagnate da grandine che hanno interessato alcune aree della regione negli ultimi giorni non hanno fortunatamente provocato danni significativi, mentre la raccolta procede regolarmente nei principali areali produttivi. "Le prime raccolte ci consegnano un pomodoro di ottima qualità, ma le quantità sono inferiori a quelle attese. Le piogge primaverili hanno reso più complicata la preparazione dei terreni e le successive lavorazioni, condizionando il potenziale produttivo delle colture. Adesso guardiamo con preoccupazione alle alte temperature previste nelle prossime settimane, soprattutto per gli impianti tardivi, dove il caldo potrebbe compromettere il corretto sviluppo dei frutti e ridurre ulteriormente le rese. Gli agricoltori stanno mettendo in campo tutta la loro professionalità, ma il clima è ormai un fattore sempre più determinante", afferma Roberto Gugliotti, vicepresidente di Coldiretti Foggia.

 

Sul fronte del mercato, i prezzi di riferimento continuano ad essere quelli fissati dagli accordi di filiera, pari a 150 euro a tonnellata per il pomodoro lungo e 140 euro a tonnellata per il pomodoro tondo – spiega Coldiretti Puglia - una base importante per garantire stabilità al comparto, anche se l'evoluzione della campagna sarà fortemente condizionata dall'andamento meteorologico delle prossime settimane.

 

A preoccupare gli agricoltori sono infatti le elevate temperature e le nuove ondate di calore annunciate, soprattutto per le produzioni tardive – aggiunge Coldiretti Puglia – con il rischio è quello di una non corretta formazione dei frutti, con pomodori meno consistenti e soggetti a fenomeni di svuotamento interno, che potrebbero tradursi in una riduzione dei quintali raccolti per ettaro.

 

La Puglia si conferma uno dei principali poli italiani del pomodoro da industria, con la provincia di Foggia che rappresenta il cuore della produzione regionale, un comparto strategico per l'economia agricola pugliese – insiste Coldiretti Puglia - che ogni anno coinvolge migliaia di aziende e garantisce materia prima di eccellenza all'industria conserviera nazionale.

 

Coldiretti Puglia continuerà a monitorare attentamente l'andamento della campagna di raccolta, chiedendo che gli effetti dei cambiamenti climatici non ricadano ancora una volta esclusivamente sulle spalle degli agricoltori. È indispensabile garantire la piena valorizzazione del pomodoro pugliese lungo tutta la filiera, con il rispetto degli accordi sottoscritti, prezzi che assicurino la copertura dei costi di produzione e un'equa distribuzione del valore. Le imprese agricole stanno facendo la loro parte, investendo in qualità e sostenibilità – conclude Coldiretti Puglia - nonostante condizioni climatiche sempre più estreme, ma ora è necessario che anche industria e distribuzione riconoscano il giusto valore al lavoro degli agricoltori, perché senza redditività non c'è futuro per una delle filiere simbolo dell'agroalimentare pugliese.

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La vicenda che negli ultimi mesi aveva acceso l’attenzione attorno al reparto oculistico del Pta di Mesagne si chiude senza ombre né strascichi disciplinari. L’Asl Brindisi ha infatti archiviato il procedimento avviato nei confronti dei tre medici finiti al centro di un’indagine interna dopo la loro partecipazione, in contemporanea, a un convegno specialistico tenutosi a Rimini il 12 e 13 marzo 2026. La contestazione iniziale riguardava la possibile sovrapposizione tra l’assenza dei professionisti e il calendario degli interventi di cataratta programmati nella struttura mesagnese. Un’ipotesi che, se confermata, avrebbe potuto configurare un disservizio ai danni dei pazienti e un mancato rispetto delle procedure organizzative interne. Secondo quanto emerso dalla relazione acquisita e valutata dall’Ufficio per i procedimenti disciplinari, guidato dall’ex prefetto di Torino e Caserta Raffaele Ruberto, la ricostruzione dei fatti ha invece chiarito che gli interventi erano stati regolarmente anticipati nei giorni precedenti, proprio per evitare qualsiasi rinvio. Una scelta organizzativa che ha permesso di garantire la continuità assistenziale e di scongiurare disagi per gli utenti.

L’analisi condotta dall’ufficio disciplinare non ha rilevato profili di colpa né violazioni procedurali da parte dei tre oculisti. La loro partecipazione al convegno – evento formativo riconosciuto e rilevante per l’aggiornamento professionale – è risultata compatibile con le esigenze del servizio, grazie alla rimodulazione preventiva delle attività chirurgiche. Con l’archiviazione del procedimento si chiude dunque una vicenda che aveva generato interrogativi e preoccupazioni, ma che si è rivelata priva di irregolarità. Un epilogo che restituisce serenità al reparto oculistico del Pta e conferma la correttezza dell’operato dei professionisti coinvolti.

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