Articoli filtrati per data: Sabato, 26 Settembre 2020

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi sabato 26 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 3.514 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 51 casi positivi: 27 in provincia di Bari, 5 in provincia BAT, 2 in provincia di Brindisi, 9 in provincia di Foggia, 6 in provincia di Lecce, 2 in provincia di Taranto.

Sono stati registrati 3 decessi: 2 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Taranto

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 396.426  test.

4.518 sono i pazienti guariti.

2.337 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 7.445, così suddivisi:

2.896 nella Provincia di Bari;

624 nella Provincia di Bat;

768 nella Provincia di Brindisi;

1.791 nella Provincia di Foggia;

787 nella Provincia di Lecce;

520 nella Provincia di Taranto;

58 attribuiti a residenti fuori regione;

1 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Pubblicato in Attualità
Il 28 settembre di 6 anni fa, in una conferenza in Piazza Orsini, sul tema “Liberiamoci dall’oSCUrita”, dicevo che per sconfiggere le mafie e ogni forma di criminalità, si rende necessaria e urgente una seria prevenzione che deve radicarsi nel tessuto familiare, educativo: la famiglia prima di tutto, le parrocchie, le associazioni, i campi di calcio.
Le mafie assoldano e ingaggiano sempre nuovi individui soprattutto tra i giovani e più che cercare di non abbassare la guardia, occorre tenere alta l'attenzione verso ogni fascia di età e di ogni condizione sociale. Più deboli ci presentiamo, più forte è la criminalità e l’illegalità.
Ci sono state e ci sono ancora tante esperienze e iniziative che la Città ha messo in atto per contrastare ogni forma di criminalità. Con l’apporto delle Istituzioni (Chiesa, scuole, associazioni…), occorre rivitalizzarle continuamente.
 

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Pubblicato in Comunicati Stampa

Con l'arrivo dell'autunno ai tempi del Covid torna prepotente il rito delle conserve 'fai da te' con i pugliesi intenti tra pentole e vasetti a preparare marmellate, sottoli e sottaceti, oltre alla tradizionale passata di pomodoro che riunisce l'intera famiglia per assicurare le scorte per l'inverno. E’ quanto emerge da un'analisi di Coldiretti Puglia, presentata al Mercato di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi, dove alla presenza di biologi, nutrizionisti ed esperti, il cuoco contadino Piero Ligorio ha spiegato come 'mettere sottolio' il 're di Puglia', il carciofo brindisino IGP. 

"Stiamo assistendo al ritorno di comportamenti virtuosi che si esprimono anche nei riti settembrini della preparazione delle conserve fai da te, con intere giornate trascorse per recuperare il prodotto, pulirlo, lavorarlo, cucinarlo, metterlo in vaso e riempire la dispensa. Una maggiore attenzione rispetto al passato viene riservata alla scelta delle materie prime che spesso vengono acquistate direttamente dai produttori agricoli in azienda, nelle botteghe o nei mercati degli agricoltori a chilometro zero di Campagna Amica", afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Per la preparazione dei famosi ‘carciofini’ sottolio, il cuoco contadino di Campagna Amica in diretta ha spiegato che vanno eliminate le foglie esterne e tagliate la sommità, salvando solo un pezzetto di gambo che va decorticato. Va tagliato ogni carciofo in 4-6 spicchi, privandoli della barbina e per non farli annerire, via via che sono puliti bisogna immergerli in una ciotola di acqua acidulata con il succo di mezzo limone. I carciofi vanno lessati poi in acqua e aceto, con il vino e 10-12 g di sale. Dopo averli scolati con una schiumarola su un canovaccio, in modo che assorba l’acqua, una volta raffreddati vanno riposti in un vaso di vetro da 1 litro, incastrandoli in modo da lasciare meno spazio possibile tra uno e l’altro e alternandoli con gli aromi e il vasetto deve essere riempito rigorosamente di olio extravergine di oliva a coprire completamente i carciofi.

La preparazione delle conserve in casa secondo una tradizione del passato – sottolinea la Coldiretti – sembrava destinata a perdersi ed è invece tornata di grande attualità con la pandemia, con le lunghe settimane di lockdown e lo smart working che hanno fatto riscoprire la voglia di cucinare per effetto del maggior tempo fra le mura di casa.

La preparazione più radicata nella tradizione è quella della trasformazione del pomodoro che prevede semplici, ma importanti operazioni come la selezione e il lavaggio accurato dei pomodori, l’asciugatura, la cottura in acqua bollente per favorire il distacco della buccia dalla polpa e infine la spremitura, l’imbottigliamento e la sterilizzazione delle bottiglie.

Immancabili poi tra le conserve fatte in casa sono le marmellate.

Una volta scelta, la frutta preferita va lavata, tagliata e lasciata a macerare con succo di limone e zucchero per una notte intera prima di essere cotta a fuoco medio per una trentina di minuti in modo da farla addensare prima di metterla in vasetto e sterilizzare lo stesso. Una opportunità che consente di utilizzare frutta molto matura che, proprio per tale motivo – informa la Coldiretti – si può acquistare a cassette a prezzi convenienti, contribuendo ad evitare gli sprechi.

L’attività di trasformatori “fai da te”, comunque – puntualizza la Coldiretti –, comporta l’osservanza di precise regole in quanto la sicurezza degli alimenti conservati parte dalla qualità e sanità dei prodotti utilizzati, ma non può prescindere da precise norme di lavorazione che valgono per il settore agroindustriale, ma anche per i consumatori casalinghi, soprattutto nella fase della sterilizzazione.

 

 

 

 

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Pubblicato in Agricoltura

Nella giornata di ieri 25 settembre 2020, al Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, ha avuto luogo la visita del Generale di Brigata Stefano SPAGNOL, neo Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”. L’alto Ufficiale dopo essere stato accolto dal Comandante Provinciale, Colonnello Vittorio Carrara, ha incontrato le massime Autorità della provincia e il Vescovo di Brindisi. Il Generale SPAGNOL, che il 10 settembre scorso ha assunto il comando della Legione Carabinieri “Puglia”, si è intrattenuto con gli Ufficiali, i Comandanti delle Stazioni e le rappresentanze di tutti i reparti della linea territoriale e speciale, nonché dell’Arma in congedo, cui ha rivolto espressioni di ringraziamento e apprezzamento per l’efficace opera di prevenzione e repressione dei reati attuata sul territorio.

 

 

 

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Pubblicato in Attualità

I Carabinieri della Stazione di Francavilla Fontana, al termine degli accertamenti scaturiti dalla querela presentata dal Sindaco di quel Comune, hanno contestato la violazione amministrativa per “abbandono di rifiuti” nei confronti di un 19enne e di un 29enne entrambi del luogo. In particolare, i due in più occasioni hanno abbandonato diversi rifiuti domestici in una via del centro storico cittadino. Gli autori sono stati identificati grazie all’esame delle immagini estrapolate dalle numerose telecamere presenti. Per entrambi le contravvenzioni ammontano a un totale di 200 euro. Così mentre a Francavilla Fontana i carabinieri individuano e multano gli sporcaccioni a Mesagne bisogna assistere all'abbandono selvaggio dei rifiuti con conseguente pulizia dei luoghi a carico del Comune e, di conseguneza, di tutti i cittadini. 

 

 

 

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Pubblicato in Cronaca

In qualità di consiglieri comunali del Partito Democratico di Mesagne esprimiamo la nostra gratitudine alla Magistratura e alle forze dell’ordine per l’operazione “Old Generation” condotta nella mattinata di oggi. Solo qualche giorno fa, di fronte all’ennesimo episodio di efferata violenza verificatosi in pieno giorno e sotto gli occhi attoniti di diversi cittadini, avevamo chiesto che si convocasse una seduta dell’osservatorio permanente sulla legalità, rappresentando tutta la nostra preoccupazione per la recrudescenza di tali fenomeni.

Oggi più che mai, alla luce di quanto emerge dalle indagini condotte dagli inquirenti, è importante che le Istituzioni, le organizzazioni politiche, il mondo dell’associazionismo impegnato sui temi della legalità e della cultura non abbassino la guardia di fronte al pericolo che la malapianta della criminalità organizzata possa nuovamente attecchire e crescere rigogliosa.  

Gruppo consiliare del Partito Democratico.

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Pubblicato in Politica

Nonostante ripetuti inviti, non sono solito esternare pubblicamente, considerazioni e valutazioni politiche, sulle vicende nazionali e locali. Il mio pensiero, in ragione dei ruoli svolti nel passato, potrebbe essere letto,  come se derivasse da malcelati interessi,  o da smisurata voglia di protagonismo individuale, o peggio, di ergermi a giudice, per sindacare l’altrui operato. Per questo, la rassicurazione è d’obbligo, l’unico mio intento è quello di contribuire e possibilmente sollecitare, una necessaria riflessione post voto. E’ questa, una prassi, anzi una necessità politica scomparsa, che ha lasciato il posto soltanto ai personalismi e alla conta dei voti dei candidati, al nome degli eletti e degli sconfitti. Una riflessione la mia, rivolta in particolare al Pd, che è sarà ancora, l’unico Partito nel quale, senza negarne limiti e insufficienze attuali, mi riconosco. Spero però, che seppure indirettamente, tale riflessione, sia utile anche a coloro che, in diverse forme, spesso con diverse motivazioni, guardano alla Sinistra e al Centrosinistra, come riferimento fondamentale, della prospettiva politica nazionale, regionale e, come conseguenza vorrebbe, soprattutto locale. Una riflessione utile magari, anche ai tanti dimenticati, persi per strada, o che silenziosamente si sono allontanati, stanchi e delusi da un “nuovismo” senza radici, e da questo imperante e sempre più attuale indistinto politico, strumentalmente spacciato per civismo, divenuto oramai, viatico per l’anti politica. Spero sia anche utile e solleciti il loro impegno, ai tanti che hanno smesso di credere nella Sinistra, come forza storicamente protesa per al cambiamento, per l’affermazione e l’uguaglianza dei diritti, a difesa dei più deboli, vicina ai bisogni spesso drammatici dei cittadini, e al miglioramento delle loro reali condizioni di vita e di lavoro, votata ad esaltare il protagonismo e la partecipazione diretta dei Cittadini, alla vita politica.

Il risultato delle elezioni regionali, con le inevitabili ripercussioni nazionali, va letto certamente con attenzione, ma segna indubbiamente, un avanzamento del Pd, il recupero della sua centralità, ed evidenzia (merito di Zingaretti), l’avvio di un processo pluralista ed unitario, come da anni non accadeva, in un Partito nuovo che sa rispettare e tener conto, anche delle idee diverse, come ad esempio è accaduto, nel corso della discussione e del voto sul Referendum. Una scelta e un risultato, che personalmente, avendo votato NO, non mi entusiasma, ma il cui esito diverso, avrebbe messo in discussione la scelta del Partito per il SI e, di riflesso, il ruolo del Segretario. Solo per inciso, l’ultima esternazione di Grillo sula inutilità del Parlamento, rafforza il mio convincimento della carica antidemocratica, fortemente populista che il SI può rappresentare, se non accompagnata da un progetto complessivo di riforma.

Anche in Puglia, nonostante le pessimistiche previsioni, si registra l’importante successo di Emiliano in tutte le province pugliesi ad eccezione di quella brindisina. Il voto, premia esperienza e personalità del Presidente uscente, ma è un risultato indubbiamente, con “luci ed ombre”. Anche in questo caso, il progetto politico vincente, è ammantato dalla pratica del consenso a tutti i costi, che soverchia ed annulla identità e differenze, esalta il qualunquismo e sembra proporre un populismo di sinistra, contrario ed opposto ad una sinistra popolare. Le variegate 15 liste messe in campo da Emiliano, rendono asfittico il risultato del Pd, che arretra in termini di voti assoluti e di percentuale, pur in presenza di una affluenza elettorale più alta di cinque punti rispetto al 2015. Ancor più deludente il risultato in terra di Brindisi: qui il Pd, perde circa 9.000 voti e cinque punti percentuali, attestandosi al 14,8%. Da non tacere il risultato di Brindisi Città e del Candidato, ma drammatico, per quel che mi riguarda, il risultato di Mesagne (8,4%), che non può assolutamente essere tollerato, pur non trascurando le oggettive condizioni di difficoltà in cui è maturato. Un risultato che, ancor prima della rabbia, suscita in me, ed in tanti elettori vecchi e nuovi, enorme sofferenza.

Non sono alla ricerca di capri espiatori, non si chiede la testa, pur come si è soliti fare, dei Dirigenti o del Segretario provinciale o locale che, peraltro, nella circostanza coincide. Non mi sfugge che chi assume ruoli ingrati, spesso è chiamato ad esercitarli in solitudine, ma forse nella situazione data, questo doppio ruolo, con adeguata valutazione, a Francesco per quanto capace, poteva essere risparmiato, perché come lui ben sa, al ruolo consegue anche responsabilità. Nella sconfitta del Pd provinciale e delle realtà locali, comunque, seppure con diverse responsabilità, siamo tutti coinvolti. Una sconfitta scaturita da percorsi, che negli ultimi anni, sono stati caratterizzati da limiti ed errori, permessi da una situazione senza governo politico. Nessun contrasto dei gruppi dirigenti esistenti, verso crescenti personalismi, accentuati anche dal disinteresse di rappresentanti istituzionali, spesso impegnati solo, nella tutela del loro fortino.

Anche da noi a Mesagne, il depauperamento di un immenso patrimonio elettorale, che era il risultato di un eccezionale rapporto fiduciario, costruito con i Cittadini, attraverso la partecipazione e la condivisione di progetti, pensati, disegnati e realizzati, per il futuro della Città, sembra inarrestabile. Tuttavia nonostante ripetute sconfitte, e la perdita progressiva di consenso, si persevera anche oggi, in un atteggiamento che appare ai più, di presuntuosa arroganza intellettuale, crediamo ancora di essere i primi della classe, rinchiusi in una sorte di torre di avorio, sordi ai processi di cambiamento in atto nella società, e non in grado di cogliere e di farsi portatori, dei nuovi bisogni sociali ed economici della Città.

E’ urgente la necessità di una riflessione, anche pubblica, che con umiltà, sia capace di verificare le nostre insufficienze, i nostri limiti, perché solo così, saremo in grado di cogliere le istanze di partecipazione e di cambiamento, che vengono dal variegato mondo Democratico e soprattutto dai Giovani, per contribuire a una “stagione nuova”, ad una vera svolta, per il Pd, per il Centrosinistra, per Mesagne.

Bisogna insomma, rimodulare un nuovo progetto di “Rinascimento per Mesagne”, da pensare, proporre, confrontare, con la sinistra in tutte le sue articolazioni, oltre che, con tutti coloro che siano aperti al confronto, in un altrettanto chiaro ed identitario, orizzonte politico. Confronto aperto all’Associazionismo, al mondo del lavoro, alla Città tutta, attraverso il recupero del rapporto con i quartieri, con un ritrovato (questo si) protagonismo civico, per costruire un Nuovo Centrosinistra unito e plurale, anticipando se possibile, come in altri momenti storici è accaduto a Mesagne, anche la necessaria evoluzione del quadro politico nazionale.  

C’è bisogno di un Pd quindi, che con coraggio e determinazione, senza remore e pregiudizi, ma con la forza della sua storia, del suo amore per la Città, si proponga nuovamente, come riferimento politico ed amministrativo. Una Città che di là delle vetrine e della immagine, pur importanti, rischia una decadenza inarrestabile sia sul piano economico, sia su quello sociale, culturale, ambientale, come conseguenza, anche, della drammatica crisi in cui versa il Paese e principalmente il Mezzogiorno. Una Città, che deve perciò, affrontare sfide impegnative, anche sul terreno della legalità sempre prioritario, vista anche la encomiabile azione condotta dalle Forze di Polizia e Magistratura stanotte, contro la criminalità organizzata. Una Città che pertanto, ha bisogno di una visione del futuro, attraverso buone pratiche amministrative e progettuali, che guardino allo sviluppo della nostra comunità e del territorio, e non certo al consenso spicciolo e immediato.

C’è bisogno quindi di un Pd, pronto a intraprendere in discontinuità con il recente passato, una faticosa ricostruzione della sua missione politica e organizzativa, che sappia rigenerare il rapporto con i Cittadini e con i propri elettori, i quali non sono scomparsi ed il cui voto, va sempre rispettato, anche quando determina, al di là delle nostre aspettative, nuovi assetti istituzionali, che diventano comunque riferimento per la Città.

Tutto ciò si coniuga, non solo per il Pd, con la necessità di ritrovare la strada della Politica, di costruire gruppi dirigenti giovani e meno giovani, capaci e competenti, che con vero spirito di servizio, siano in grado di connettersi con la Città avallandone, bisogni, istanze, ambizioni e prospettive di crescita. Questa, a mio avviso, è la sfida da affrontare, la riflessione da fare, gli impegni da assumere, per arginare e sconfiggere ogni forma di populismo, in particolare quello di buona parte della destra, arrogante ma priva di un progetto politico per il rilancio del Paese e del nostro Mezzogiorno. Su questi temi, disinteressatamente, sono pronto, credo non solo io, a dare il mio modesto contributo, convinto che è un percorso auspicato e atteso da tanti cittadini, stanchi e delusi dalla politica, ormai lontana e incapace di essere riferimento per i bisogni di oggi e speranza per il futuro.            

25/9/2020       Cosimo Faggiano

                                                                          

 

 

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