Articoli filtrati per data: Domenica, 20 Settembre 2020

Proteste nella tarda serata di ieri a Mesagne da parte di diversi residenti della contrada Palmitella a causa di un tanfo nauseabondo che si sprigionava nell’aria rendendola irrespirabile. I cittadini hanno telefonato al centralino del comando di polizia locale denunciando i fatti e chiedendo l’intervento di una pattuglia al fine di individuare la causa di tale disagio. Il tanfo è sentito maggiormente dai numeri civici oltre 80 andano verso il Canale Reale. Probabilmente si tratta di qualche residente che a tarda sera brucia i rifiuti, compreso materiale plastico e gommoso, sprigionando nell’aria cattivi odori che invadono le abitazioni e rendono l'aria irrespirabile. Sarebbe auspicabile un maggior controllo da parte delle forze dell'ordine ai fine di evitare tali disagi.  

 via Palmitella coltre di fumo

 

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Pubblicato in Attualità

Dopo il lockdown e il periodo estivo domani, lunedì 21 settembre, riapre le sue sale musicali Lab Creation, in via Lucantonio Resta. Per l'occasione ci sarà una colazione ricca e abbondante per tutti i clienti. 

 

 

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Pubblicato in Comunicati Stampa
Domenica, 20 Settembre 2020 16:35

Tradizioni. Cucina e civiltà

dieta mediterranea

La nostra cucina, se volete anche “dieta mediterranea”, non ha una data di nascita ed è inutile ricercarla perché non la trovereste. La nostra è una cucina antica, molto antica, oserei dire senza tempo. Ha origini messapiche, greche, romane, medievali… ma non sono origini statiche, sono origini che si evolvono fino ai nostri giorni. È inutile anche cercare la paternità del nostro regime alimentare, delle nostre pietanze; non furono blasonati chef, che ultimamente hanno la cucina negli studi televisivi, a crearla, ma semplici massaie, contadini dalla forte tempra e dalla fame atavica.

La nostra cucina è un minestrone perché ha in parte origini orientali, specialmente medio-orientali, in parte africane, nordafricane, specialmente dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, di tutti i Paesi del “mare nostrum”. Non è sbagliato definirla “la cucina dell’incontro”, dell’integrazione di popoli e culture, di odori, colori e sapori mediterranei.

melanzaneCereali, legumi, olio, vino, verdura, frutta, pesce, molluschi, carni… hanno una forte identità e questa identità ha dato vita alle nostre tradizioni che, a ben vedere, sono figlie di una feconda ibridazione di tutte le risorse che ogni Paese mediteraneo è stato in grado di offrire o di apportare, anche non volendolo. E non mi rifersico solo ad una variegata alimentazione, ma alla salute ed al benessere che ne derivano per la positiva filosofia della vita individuale e sociale.

La nostra cucina, infatti, è un patrimonio di valori autentici e a questo processo millenario e al suo risultato hanno partecipato tutti i popoli, in tempi e modi diversi, ma si vede e si sente il contributo di tutti.

Pensate, per un momento… alla melanzana, a lla marangiana.

Di antichissima origine asiatica, forse proveniente dall’India, la melanzana era conosciuta dagli Arabi (infatti il nome deriva dall’arabo bādanžâna) e da essi fu diffusa nei Paesi del bacino del Mediterraneo, nella Spagna verso l’8° sec. In Italia era già nota e parte della cucina nel 13° secolo.

Da allora la nostra cucina è stata in grado di creare autentici capolavori culinari, quali: marangiani a ffungitieddu, soffritto di melanzane, con pomodoro, aglio, alloro e menta; marangiani chini, melanzane ripiene, il massimo del gusto e della gioia; marangiani a pparmigiana, melanzane alla parmigiana; marangiani rruštuti, fettine di melanzane arrostite, condite con aceto, olio, sale e menta; marangiani sott’ogliu, conserva di melanzane sott’olio; marangiani spaccati cu ll’agghiu ‘n culu, melanzane tagliate in due parti nel senso della lunghezza, incise dalla parte della corteccia e nell’incisione si inseriscono aglio, formaggio, menta e sale e si soffriggono da ambo i lati; sono poi tolte dalla padella e nel sugo si fanno saltare dei pomodorini; infine, si aggiungono le melanzane per completare la cottura; possono condire la pasta o essere servite da sole.  

Insomma, è un matrimonio-patrimonio comune di valori, conoscenza, simboli, in una sola parola: cultura. Da questa cultura non è possibile escludere nessuno, perché la nostra cucina è contemporaneamente locale e comune, naturale ed equilibrata, ed appartiene a noi e agli altri popoli viciniori, perché se cambiano gli elementi, non cambia la sua identità profonda, in quanto diversa e pur sempre essenziale, perché figlia della nostra civiltà comune, del nostro modo di vivere e di essere.

Davanti ad una pietanza salentina o mediterranea, ogni persona, per quanto lontano dal suo paese, si sente a casa sua. Del resto, nessuno può appropriarsene e nessuno può esserne escluso, tutt’al più si può consentire, con cautela, una rielaborazione e, per alcuni alimenti, un reinvestimento, cosa che ultimamente avviene, anche se talvolta con eccessiva disinvoltura.

La nostra cucina ha radici profonde, radici che affondano nella terra baciata dal sole del nostro Sud, del nostro Salento, radici capaci di raccogliere linfe preziose, radici spontanee e forti, feconde, nutrienti e salutari.

Oggi si sprecano gli studi sulla dieta, sul regime alimentare adeguato, allo scopo di stare bene; un tempo, i nostri avi, pur non conoscendo questi studi, anzi, senza saper leggere e scrivere avevano a disposizione tutto quello di cui avevano bisogno; non hanno avuto bisogno di ricercatori o grandi chef. E non sprecavano nulla! Anzi, valorizzavano tutto, con saggezza ed equilibrio, senza sprechi.

Se poco o nulla è stato aggiunto a quanto si è sempre fatto da secoli e secoli, va sottolineato che oggi occorre attenzione, al fine di evitare di corrompere o addirittura distruggere questo prezioso equilibrio che, a ben vedere, è prezioso per il futuro nostro e delle prossime generazioni.

È evidente a tutti l’importanza della nostra educazione e non solo alimentare; è consapevolezza, prima di tutto, che investe i diritti e i doveri che ognuno ha in quanto parte della comunità.

Occorre, quindi, evitare che cada l’oblio (e questa è la consapevolezza) sulle nostre antiche tradizioni culinarie e, nello stesso tempo, bisogna fruire di questa eredità millenaria e tramandarla alle nuove generazioni (e questa è l’educazione) perché possano a loro volta preservare e tramandare la nostra cucina e con essa la civiltà.

 

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Pubblicato in Attualità

Il presidente della Regione Puglia, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi domenica 20 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 2.777 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 50 casi positivi: 29 in provincia di Bari, 3 in provincia BAT, 2 in provincia di Brindisi, 8 in provincia di Foggia, 6 in provincia di Lecce, 2 in provincia di Taranto.

E’ stato registrato 1 decesso in provincia di Taranto.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 375.065 test.

4.287 sono i pazienti guariti.

2.128 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 6.994, così suddivisi:

2.709 nella Provincia di Bari;

566 nella Provincia di Bat;

758 nella Provincia di Brindisi;

1.657 nella Provincia di Foggia;

755 nella Provincia di Lecce;

495 nella Provincia di Taranto;

53 attribuiti a residenti fuori regione;

1 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 20.9.2020 è disponibile al link: undefined

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DICHIARAZIONI DEI DG DELLE ASL:

Dichiarazione del Dg Asl Bari, Antonio Sanguedolce: “Sono in totale 29 i casi positivi rilevati oggi dal Dipartimento di Prevenzione. La positività al virus Sars-Cov 2 riguarda specificamente 23 contatti stretti collegati a casi già isolati e posti sotto sorveglianza epidemiologica e altri 6 casi per i quali si sta procedendo al tracciamento”.

Dichiarazione del Dg Asl Bt, Alessandro Delle Donne: “3 casi oggi nella provincia Bat. In un caso si tratta di contatto stretto di un caso positivo registrato nei giorni scorsi mentre gli altri due casi sono sintomatici”.

Dichiarazione del Dg Asl Br, Giuseppe Pasqualone; "I due positivi registrati oggi in  provincia di Brindisi sono collegati a casi già accertati e sono stati individuati con il contact tracing".

Dichiarazione del Dg della Asl Foggia, Vito Piazzolla: “In provincia di Foggia, in data odierna, sono state registrate complessivamente 8 nuove positività. Si tratta di: 4 contatti di casi già noti; 2 persone sintomatiche; 2 persone individuate durante l'attività di screening di pre-ricovero”. Per quanto riguarda la RSSA di Foggia il Dg Piazzolla specifica che: “La ASL Foggia è impegnata nel monitoraggio continuo della criticità creatasi all'interno della RSSA dove ieri sono state registrate altre 8 positività su 10 tamponi effettuati ai contatti stretti dei primi 2 casi positivi.

Nel pomeriggio di ieri sono stati sottoposti a tampone i restanti 43 ospiti e tutti i 43 operatori tra personale di ruolo, volontari e operatori della protezione civile. Al momento siamo in attesa dei risultati.

Per 3 degli ospiti positivi si è reso necessario il ricovero ospedaliero. Tempestivamente è stato incaricato il dipartimento di Prevenzione che ha effettuato un sopralluogo in modo da verificare il rispetto degli standard di sicurezza adottati nella struttura. Gli esiti di questo sopralluogo saranno comunicati alla direzione generale lunedì.

Nel frattempo abbiamo avviato una procedura di messa in sicurezza in modo da isolare, qualora fosse necessario, un intero piano della struttura per la gestione dei casi positivi asintomatici o paucisintomatici attraverso le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (U. S. C. A.) e l'equipe della M.A.R. dedicata”.

Dichiarazione del Dg Asl Lecce, Rodolfo Rollo: “Sono 6 i casi registrati oggi dalla Asl Lecce: 4 sono cittadini temporaneamente presenti in provincia e in isolamento, uno è un contatto stretto di casi già noti, uno è un residente rientrato dalla Sardegna”.

Dichiarazione Dg Asl Taranto, Stefano Rossi: “I 2 casi Covid rilevati nella provincia di Taranto riguardano contatti stretti di casi positivi già noti e sottoposti a sorveglianza”.

 

 

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Pubblicato in Politica
Domenica, 20 Settembre 2020 12:18

Vendemmia solidale con Tenute Lu Spada

Il timore del Covid non ha fermato la tradizionale “Vendemmia solidale” con i ragazzi della cooperativa “Oltre l’orizzonte” organizzata dalle tenute Lu spada di Brindisi, in contrada Cillarese/Scalella e Torre Mozza. Un appuntamento per brindare con il Brindisi Rosso Negroamaro “Masada” 2017 vincitore della selezione dei migliori vini italiani firmata da Paolo Massobrio e Marco Gatti del Golosario. Dunque, anche quest’anno si è voluto riconfermare l’appuntamento vendemmiale, malgrado l’emergenza che si sta vivendo. Per la verità nelle campagne e in questo periodo di vendemmia è più semplice e sicuro attuare tutte le precauzioni necessarie per evitare il contagio del Covid 19. Csoì, tenute Lu spada d’intesa con la cooperativa ha organizzato la vendemmia contenendo il numero dei partecipanti e ricorrendo all’uso delle mascherine pur svolgendosi le attività all’aria aperta e in maniera distanziata.

La vendemmia a Brindisi non è solo storia, tradizione, ma anche futuro e lavoro. Far vivere questo momento ai ragazzi e agli operatori della cooperativa “Oltre l’orizzonte” è anche un modo per legare la storia al territorio, con esperienze che a Brindisi potranno diventare sempre più un valore particolare per il futuro stesso della città. “La vendemmia è fine e principio. La fine di un lavoro in vigna durato 10 mesi e il principio dell’uva che sta per diventare vino”, ha spiegato Carmine Dipietrangelo, Amministratore unico di Tenute Lu Spada -. La vendemmia è momento di festa di una comunità che è stata impegnata nei lavori di coltivazione e di cura fino al taglio delle uve che si trasformeranno in vino. È tradizione che si ripete e a Brindisi è soprattutto storia”.

Tuttavia, la Vendemmia “è anche il sospiro di sollievo, quando tagliate le uve, tutto è finalmente in cantina. Condividere questi momenti con i giovani diversamente abili per tenute Lu spada è da sempre un’occasione non solo di solidarietà e di coinvolgimento ma anche un modo per far conoscere il territorio e per consolidare un rapporto dei meno fortunati con la ricchezza della terra di Brindisi che storicamente ha sempre dato buoni frutti soprattutto nel settore vitivinicolo”, ha aggiunto l’Amministratore. Un rapporto a cui sono molto legati le lavoratrici, i lavoratori, l’enologo Pizzolante e i soci di tenute Lu spada che, come ogni anno, accoglieranno la cooperativa oltre l’orizzonte in un clima di festa e di amicizia. L’incontro solidale è momento privilegiato per degustare un calice di Brindisi Rosso Negroamaro “Masada” 2017, che ha note tostate di tabacco e caffè, non delude il tannino e nel retronasale torna il frutto rosso maturo. Al colore il rubino del rosso è pulito e il sorso è pieno. “Il giudizio sulla nostra giovane realtà aziendale e il riconoscimento dato al “Masada”, Negroamaro Doc Brindisi Rosso, ci lusinga e premia il nostro impegno per contribuire, assieme alle altre aziende del settore presenti nel territorio, a valorizzare la tradizione vitivinicola brindisina ancora ricca di potenzialità e in grado di dare buoni vini apprezzati a livello nazionale e internazionale”, ha concluso Dipietrangelo.

 

 

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Pubblicato in Agricoltura