Articoli filtrati per data: Martedì, 01 Settembre 2020

Tra i settori più colpiti dalla crisi generata dalla pandemia Covid-19 vi è quello del florovivaismo che, secondo dati ISTAT, genera da solo un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro l’anno, pari al 5% della produzione agricola nazionale, coinvolgendo oltre 100.000 addetti per circa 27.000 mila aziende, con conseguenti e importanti risvolti occupazionali e lavorativi. Sulla recente crisi del settore hanno gravato principalmente la chiusura dei negozi e dei mercati, la sospensione delle cerimonie civili e religiose, oltreché la diffidenza degli importatori esteri che hanno bloccato il mercato internazionale dei prodotti italiani, con la inevitabile conseguenza di dover buttare al macero tonnellate di fiori e di piante. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per fronteggiare la crisi del comparto si è attivato sia in ambito europeo – nel corso degli incontri bilaterali con il Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Wojciechowski, e in sede di Consiglio dei Ministri dell’agricoltura – che in ambito nazionale.

“Per sostenere il comparto florovivaistico nella legge di conversione del decreto Rilancio abbiamo previsto l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, dovuti dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, nel corso della risposta ad una interrogazione parlamentare in Commissione Agricoltura al Senato – Il decreto ministeriale attuativo, che distribuisce i 426,1 milioni di euro stanziati, è in fase di predisposizione e sarà pubblicato a breve. A ciò si aggiungono le altre misure previste dallo stesso decreto, ovvero i contributi a fondo perduto per il ristoro delle perdite, gli ulteriori 30 milioni di euro per rifinanziare il prestito cambiario di Ismea che si affianca ai finanziamenti sino a 30.000 euro per le piccole e medie imprese, la sospensione delle rate dei mutui e l’estensione dell’operatività delle garanzie. Un importante strumento per la ripresa di questo comparto – prosegue Giuseppe L’Abbate – è rappresentato dall’accesso diretto al Fondo di Garanzia gestito da Mediocredito centrale, in grado di erogare in maniera celere finanziamenti, aprendo le porte del credito alle imprese del comparto primario. A questi interventi normativi, seguiranno da parte del Ministero delle Politiche Agricole incisive azioni di comunicazione, con l’avvio di campagne informative sia in Italia che all’estero per rilanciare i prodotti del Made in Italy in generale. Infine – conclude il Sottosegretario L’Abbate – è intenzione del Governo utilizzare le risorse del Recovery Fund anche per l’adozione di misure specifiche per il settore florovivaistico, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti tra cui la sostituzione di serre e caldaie obsolete oltreché di ampliare il cosiddetto Bonus Verde e di programmare altre misure di mercato”.

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Martedì, 01 Settembre 2020 18:32

Mesagne. Interventi diurni di derattizzazione

INTERVENTI DI DERATTIZZAZIONE SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE

 
L’ufficio Ecologia e Ambiente del Comune di Mesagne informa che domani, mercoledì 2 settembre, l’intero territorio comunale sarà interessato dagli interventi di derattizzazione a cura della ditta PanEco srl. Il servizio verrà effettuato in orari diurni e non richiederà precauzioni da osservare.
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Brindisi è stata terra di conquista di tante grandi aziende energetiche ed industriali negli ultimi decenni, che hanno reso la nostra città una delle più inquinate d’Italia e con i più alti tassi di tumore, come quello al seno nelle donne (Studio Forastiere). Dobbiamo iniziare a immaginarci in maniera diversa, proprio ora che siamo nell’era Covid-19, con tutti i finanziamenti che arrivano dalla UE e quando ormai vediamo giornalmente gli effetti dei cambiamenti climatici con fenomeni naturali estremi o mai visti, con la desertificazione del nostro territorio e la salinizzazione delle falde.

Edison, ENI e Cerano hanno dato lavoro a tanti brindisini nel secolo scorso, ma le cose sono cambiate: c’è l’emergenza climatica e i posti di lavoro in queste grandi opere riguardano poche decine di posti. E il costo in tema di ambiente e salute è stato altissimo: lo dimostrano il sito di bonifica nazionale di Micorosa, il più inquinato d’Europa, lasciatoci in eredità dalla Edison, o gli alti tassi di tumori lasciateci dalla megacentrale di Cerano.

In questi ultimi mesi le lobby delle grandi aziende, ENEL, ENI, A2A, Edison, TAP, SNAM e altre, vorrebbero continuare questo scempio a danno di salute, ambiente e territorio del brindisino, come una Fenice che rinasce dalle sue ceneri mortali:

  • la più grande megacentrale d’Europa, la Federico II ENEL di Cerano, invece di chiudere nel 2021, si vuole convertire al gas di TAP;
  • A2A Brindisi Nord, centrale chiusa dal 2013, ora vuole rinascere a gas
  • Edison e il Deposito GNL a Costa Morena

E i sindacati di categoria e confindustriali in questi giorni appoggiano tali iniziative con motivazioni illogiche e imposte dalle attività lobbyistiche di ENEL, ENI, A2A, Edison, SNAM, TAP, che perseguono solo l’interesse dei loro azionisti, e non dei cittadini di Brindisi, come in passato. E le amministrazioni pubbliche, dal Comune, alla Provincia, alla Regione fino ad arrivare ai politici nazionali, come l’ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, appoggiano tali richieste dei lobbyisti, in piena campagna elettorale.

Vediamo le posizioni ufficiali di sindacati, organizzazioni industriali e politici apparse sui giornali locali e perché sono sbagliate:

  • Sindacati e la scusa dell’occupazione: la centrale ENEL di Cerano con più di 300 occupati attuali oltre all’indotto del porto per lo scarico del carbone, attracco navi, eccetera, doveva chiudere nel 2021: con la conversione a gas basterebbero 30 dipendenti. A2A Centrale Brindisi Nord è ferma e basterebbero poche decine di dipendenti nella conversione a gas. TAP ha la sede logistica nella zona industriale di Brindisi, 15 dipendenti. Tutti tecnici specializzati, pochi di Brindisi. Perché spendere miliardi di fondi pubblici e del Just Transition Fund per avere meno di un centinaio di occupati, di cui una minima parte di operai locali? Basterebbe spendere pochi milioni in agriturismi e parchi per avere una nuova occupazione molto maggiore… Per non parlare se si investisse in comunità energetiche locali.
  • La scusa degli investimenti sul territorio: ENEL, ENI, A2A, Edison, SNAM, TAP e altre aziende quotate, che devono produrre dividendi sulle azioni per i loro azionisti proprietari, investiranno su Brindisi solo per produrre ulteriori profitti, senza nessun interesse per i cittadini e il territorio. Un esempio: in questi giorni è arrivata una comunicazioni di ENEL Gas a tutte le famiglie brindisine che aumenta nella bolletta del gas il costo del metano da 0.285 €/mc a 0.31€/mc: un aumento del 10% permesso da Arera, malgrado il prezzo del gas a livello internazionale sia sceso anche per effetto della riduzione dei consumi dovuti al Covid e a causa della sovrapproduzione di gas. Altro esempio: SNAM, per l’interconnessione del megagasdotto TAP/SNAM, come ristoro per il territorio, ha previsto delle nuove stazioni di rifornimento di metano sul territorio dopo gli scempi fatti sul territorio. Quali sono i ristori per i cittadini? Paghiamo di più il gas…
  • La scusa della sicurezza della fornitura energetica: la Puglia produce già il doppio dell’energia che consuma, e in particolare il territorio di Brindisi: con la centrale di A2A ferma e Cerano a un terzo della sua potenzialità produttiva e la centrale a turbogas di Eni Power nella ex Montedison. Aggiungiamo gli oltre 2000 ettari in Valutazioni d’Impatto Ambientale di nuovi megaimpianti fotovoltaici chiesti nella provincia di Brindisi per un totale di 4 Gigawatt e conseguente consumo di suolo agricolo e le decine di VIA richieste per il megaeolico (vedi EON a Mesagne o il progetto WPD Muro tra San Pancrazio, Erchie, Mesagne, Cellino), o gli impianti di compostaggio anaerobico per la produzione di biogas di Erchie e Brindisi. Brindisi terra di conquista “green” destinata allo scempio paesaggistico e inquinamento. Altro che “sicurezza nel rifornimento energetico”.
  • Deposito GNL a Costa Morena: per rigenerare il porto di Brindisi, ci mettiamo un megadeposito di di GNL: l’ultima idea di Edison SPA, socia al 50% del nuovo gasdotto Eastmed Poseidon, che dovrebbe appordare a Otranto e arrivare a Brindisi, a Matagiola. Megadeposito di gas liquido (il GPL delle auto), un ulteriore impianto a rischio industriale, oltre gli 11 impianti a rischio che già ci sono, e posizionato proprio dove arrivano le navi crociera, non in una zona neutra… E Ugo Patron Griffi, presidente dell’autorità portuale, sospeso per 8 mesi dal suo incarico con l’accusa di falso in atto pubblico, ora se la prende con gli ambientalisti, “avvertimento mafiosetto” la riserva delle stesse associazioni di ricorrere all’autorità giudiziaria nel caso si ravvedano illegittimità ed illegalità nel procedimento… Chi difende la propria terra ora è “mafiosetto”. Siamo all’assurdo.
  • La scusa del capacity market: il nuovo business delle aziende energetiche per avere finanziamenti senza neanche produrre energia: “le aste bandite dal gestore della rete, Terna, che paga i produttori fossili di energia perché garantiscano, con l’entrata immediata in funzione delle centrali a gas in caso di cali di produzione, l’energia necessaria per le esigenze nazionali.” Cioè noi a Brindisi, con la centrale Eni Power già attiva e due nuove centrali a gas, Cerano e A2A, dovremmo spendere miliardi per “garantire l’energia necessaria per le esigenze nazionali”? Ma se produciamo già il doppio dell’energia che consumiamo, compreso il fabbisogno dell’ex-Ilva…
  • Sono solo “stranded assets”:  il valore contabile di molte società considera già le aspettative dei ricavi economici di una buona parte di questo carbone, petrolio e gas che andrebbe lasciato sottoterra. Per questo si parla di “bolla del carbonio”: se si contrasterà seriamente il riscaldamento globale qualcuno dovrà rinunciare a un po’ di profitti, e quelle riserve di combustibili fossili conteggiate come futuri ricavi nei bilanci diventeranno degli stranded assets, ossia degli attivi non recuperabili. E’ il caso del magagasdotto TAP, che arriverà Brindisi per la fine del 2020, ma poi non c’è l’Interconnessione tra Matagiola e Massafra, da dove parte la Rete Adriatica SNAM, per portare il gas al Nord, a cui poi mancano importanti sezioni, come tra Foligno e Sulmona, zone altamente sismiche e contestate da istituzioni e popolazione locale, o il PRT di Sulmona, ancora solo in progetto, che dovrebbe decomprimere il gas di TAP per farlo arrivare a Minerbio, vicino a Bologna, per poi esportarlo verso l’Austria o stoccarlo nel nord Italia.

E’ il caso della conversione a gas delle centrali di Cerano e Brindisi Nord, visto che la Banca Europea degli Investimenti dal 2021 non finanzierà più infrastrutture fossili e che il testo uscito dal  Just Transition Fund della Commissione Europea e dal Consiglio dell’UE “esclude investimenti legati in attività legate al gas naturale per ragioni legate ad estrazione e combustione del carbonio”. E dovremmo impegnarci per 30 anni a investimenti nel gas climalterante e fossile, obsoleti e contro tutte le politiche europee e internazionali, come l’agenda ONU 2030?

  • Ex-Ilva e la scusa della riconversione a gas: un’altra frottola: il carbone non è utilizzato negli impianti esistenti solo “per produrre calore” nelle acciaierie, ma anche per l’ossidoriduzione dei minerali provenienti dalle miniere e per arricchirli di carbonio ottenendo la ghisa. L’unica alternativa all’abbandono della produzione di acciaio a ciclo integrale è lo sviluppo e l’adozione della MOE. Convertire Taranto a gas richiederebbe di rifare tutto l’impianto ed è folle.
  • Lo scandaloso Decreto Semplificazioni: 160 associazioni ambientaliste di tutta Italia, compresi noi, hanno firmato le osservazioni contro il Decreto, che
  • 1. Semplifica la procedura di valutazione d’impatto ambientale, rendendo più semplice l’approvazione di progetti ambientalmente dannosi e riducendo il potere d’intervento dei cittadini
  • 2. Svuota di significato i Siti nazionali di Bonifica trattati come territori "ordinari" nonostante il gravissimo inquinamento, da Taranto a Falconara, da Bussi a Brindisi, da Livorno a Gela, da Milazzo a Mantova e altre decine di aree
  • La bonifica si ferma ai suoli: e le falde contaminate? Abbiamo l’esempio di Micorosa, il più grande e inquinato SIN (Sito di Interesse Nazionale) europeo, i cui liquami si stanno sversando in mare per l’erosione della costa.
  • I nuovi emendamenti di questi giorni, a quanto riferisce Milano Finanza, rischia di sbloccare le attività petrolifere upstream in Italia, mettendo a rischio i piani di Eni ma anche di operatori esteri come Shell e Total: si parla anche dei campi di estrazione di petrolio e gas al largo della costa brindisina, come Campo Aquila, finora bloccate come licenza. Estraiamo ancora petrolio a mare a Brindisi?

Le nostre richieste:

  • Chiudere subito la centrale di Cerano e tenere chiusa la centrale Brindisi Nord di A2A.
  • No alle oltre 30 richieste di VIA alla Provincia di Brindisi per impianti di megafotovoltaico che non producono occupazione e consumano suolo agricolo e rovinano il paesaggio caratteristico del Salento: non capiamo, dopo gli scandali degli impianti fotovoltaici con riduzione a schiavitù degli operai installatori degli inizi degli anni 2000, come nell’ultimo anno siano arrivate tutte queste richieste? Forse per il basso prezzo dei terreni? Forse per la facilità di eludere i vincoli paesaggistici del nostro territorio anche a causa della Xylella?
  • No alle richieste al Ministero Sviluppo Economico per impianti di megaeolico nella Provincia
  • No al Deposito GNL a Costa Morena: non porta occupazione, è fossile, serve un’idea diversa per il porto di Brindisi
  • No a impianti di compostaggio anaerobico per la produzione di biogas: i nostri rifiuti differenziati di organico diventano rifiuto industriale dopo la produzione di biogas: invece noi chiediamo impianti che producano compost da riutilizzare come fertilizzante organico nei terreni agricoli, visto che il 70% del territorio salentino è a rischio desertificazione, cioè con meno dell’1% di sostanza organica nel terreno e di contribuire così a rigenerare un terreno impoverito, che favorisce malattie come il complesso di disseccamento rapido degli ulivi e la xylella.

Cosa proponiamo:

  • Comunità energetiche: la Regione Puglia ha già istituito il Regolamento Regionale sulle Comunità energetiche, Legge Regionale n. 45/2019: i Comuni devono coordinare l’autoconsumo di energia e devono redigere un Piano Strategico di Produzione e Autoconsumo annuale. I Comuni dovrebbero poi dimostrare l’attuazione del 60% degli impegni presi, pena l’annullamento dello stanziamento dei fondi regionali. Le Comunità energetiche producono una vera “green economy”: le famiglie sovvenzionate risparmiano sulle bollette luce/gas, si crea una economia di installatori, manutentori, tecnici, operai per gli impianti di micro fotovoltaico e microeolico (Brindisi è città del sole e del vento), in più c’è l’indotto per produttori di sistemi di energia rinnovabile e intermediari commerciali. E si evitano centrali a turbogas e il consumo di suolo (land-grabbing) dei megaimpianti: sono tutte azioni politiche che non danno profitto alle solite grandi aziende energetiche, ma vanno direttamente in tasca ai cittadini e alle amministrazioni comunali: non è semplice la soluzione? Le direttive europee le prevedono: la RED II, renewable energy directivedefinisce chiaramente le Renewable Energy community (REC): l’ obiettivo delle REC è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi azionisti o membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari.
  • Compostaggio aerobico: impianti che producano compost da riutilizzare come fertilizzante organico nei terreni agricoli per combattere la desertificazione e favorire la biodiversità, invece di usarlo in modo anaerobico per produrre biogas e lasciare i residui come rifiuti industriali.
  • Bonifica immediata del SIN Micorosa: con bonifica reale, appalti senza odore di mafia. Il telone isolante ormai è corroso e rischia di arrivare in mare e distruggere i confinanti parchi regionali con i fenicotteri rosa.
  • Bonifica della centrale Federico II: realizzare la proposta del Prof. Borri, assessore all’Urbanistica del Comune di Brindisi, di creare una Grande Foresta Orientale, dal Parco delle Saline di Punta della Contessa fino al Bosco del Tramazzone o Bosco di Cerano. Smantellare la centrale e convertire il terreno consumato di cemento in impianto fotovoltaico, con ritorni economici anche per ENEL.
  • Una nuova visione del ex-porto turistico di Brindisi, non più deposito di carbone e GNL fossili, ma di nuovo un porto turistico, come negli anni ‘70-’80, ambientalmente favorevole, e traino per una città sostenibile, con una economia sostenibile ed energeticamente comunitaria.

Associazioni firmatarie:

  • Movimento No TAP/SNAM della Provincia di Brindisi
  • Redazione di emergenzaclimatica.it, organizzazione registrata come rappresentante d’interessi presso la Commissione Europea
  • WWF Brindisi
  • Cobas Brindisi
  • Comitato No Compostaggio Erchie
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Uno spettacolo di grande fascino. Unico nel suo genere. Suggestioni al crepuscolo del giorno che prendono la forma della danza aerea sullo specchio d’acqua del porto di Brindisi. Il mito e la bellezza, la danza e il mare, creature leggendarie, sfide infinite e musiche da cinema, saranno gli elementi di «Prime Visioni - I Suoni dal Mare», uno spettacolo indimenticabile da un’idea di Elisa Barucchieri in programma il prossimo venerdì 4 settembre, in due momenti, alle ore 19 e in replica alle 21.30 sul lungomare Regina Margherita, in prossimità dell’area parquet. Lo spettacolo è organizzato da «ResExtensa dance company» con fondi regionali destinati al piano straordinario «Custodiamo la Cultura in Puglia». Testi a cura di Selene Favuzzi. danza aerea porto di brindisi 2

La visione dello spettacolo sarà consentita a un numero di spettatori controllato, nel rispetto delle misure che garantiscano la sicurezza di artisti, personale e spettatori dettate dalle linee guida nazionali e dai protocolli regionali antiCovid.L’ingresso è gratuito e il pubblico accederà all’interno di un’area destinata e delimitata nella quale saranno fatte osservare tutte le prescrizioni vigenti in materia di rispetto delle distanze e di utilizzo della mascherina. 

Come sfondo, il sole che tramonta. Colonne sonore e parole da film che hanno narrato del mare, danza spettacolare a terra, in aria, in acqua, per uno spettacolo suggestivo e unico, perfetto per una sera di mezza estate. Tra terra e acqua e nel cielo. Un momento di meraviglia, immagini, con le sensazioni del mare, per celebrare quella speciale connessione che lega da sempre la fascinazione umana al mistero del mare.

Una creazione ‘prepotente’ inserita nelle anse del porto interno di Brindisi: Elisa Barucchieri libera la fantasia, non lesina risorse, trasmette entusiasmo per rappresentare un’ode magica e appassionata alla potenza del rapporto che dai primordi del tempo lega l’uomo al mare. Un’ode affidata in primo luogo al dinamismo espressivo di corpi instancabili: danzatori aerei, assicurati al braccio di un’autogrù proteso sul mare, planano sull’acqua come gabbiani, la lambiscono e, quasi fatta preda, subito riprendono il volo; altri corpi rotolano sulla superficie dell’acqua all’interno di sfere trasparenti simili a gigantesche bolle di sapone; e ancora danzatori nuotano alla stregua di pesci rossi dentro ampolle di cristallo. «Prime Visioni - I Suoni dal Mare» dipinge sul cielo un Poseidone insolitamente pacato e in vena di sorrisi che, invece di scatenare tempeste, scuote il tridente per ordinare a tritoni, sirene, ondine, naiadi e altre ninfe del mare poste al suo comando di dare vita a giochi e acrobazie. 

Il nostro porto farà da palcoscenico a uno spettacolo ricercato e costellato di meraviglia, capace di coniugare leggenda epica, musiche da film dedicati al mare e uno scenario che, a partire dal tramonto, si accenderà di luci riflesse sull’acqua, di coreografie sognanti e visionarie, di giochi bambini che trafiggono l’immaginario come fa Poseidone con il suo tridente che pianta nel suolo per fare sgorgare l’acqua. 

«E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni».

Cristoforo Colombo

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La donazione è un atto di grande generosità, ma è anche l’occasione per un check-up. In questo periodo i donatori potranno essere sottoposti al test sierologico per verificare la presenza di anticorpi anti-Sars-CoV2, un’iniziativa promossa nell’ambito di uno studio del Dipartimento di Promozione della Salute della Regione Puglia. In caso di positività agli anticorpi verrà eseguito il tampone.

“Questo test sierologico per il Coronavirus – spiega Antonella Miccoli, dirigente vicario del Centro trasfusionale – si aggiunge all’esame emocromocitometrico completo e ai test per l’epatite virale B e C e per l’Hiv. Stiamo continuando a fronteggiare l’emergenza sangue - continua - e voglio rivolgere un appello a tutti i giovani per sensibilizzarli su questo tema: la donazione è semplice e sicura. Al Trasfusionale si accede attraverso un percorso protetto e vengono rispettate tutte le misure previste dai protocolli a tutela di operatori e utenti”.

Si può donare dal lunedì al sabato dalle 8 alle 12 prenotando al numero 0831 537274. Prima di accedere sarà effettuato un pre-triage telefonico.  

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Martedì, 01 Settembre 2020 15:36

Covid - 19. Oggi 41 casi positivi in Puglia

Il presidente della Regione Puglia, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi martedì 1 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 3.651 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 41 casi positivi: 24 in provincia di Bari, 7 nella provincia BAT, 4 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Lecce, 3 in provincia di Taranto, 1 di provincia non nota.

È stato registrato un decesso in provincia di Taranto.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 308.671 test.

4.062 sono i pazienti guariti.

860 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 5.479, così suddivisi:

1.914 nella Provincia di Bari;

449 nella Provincia di Bat;

705 nella Provincia di Brindisi (un caso è stato eliminato dal database);

1.381 nella Provincia di Foggia;

672 nella Provincia di Lecce;

316 nella Provincia di Taranto;

38 attribuiti a residenti fuori regione (un caso è stato eliminato dal database);

4 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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Torna l'Open Day del CSI Santa Maria. Dopo l'ottima riuscita della prima giornata, svolta mercoledì  27 agosto 2020, il 2 settembre, ai campetti  societari alla Chiesa della Misericordia,  dalle 18,30 alle 20,00,  si ritorna in campo per vivere la seconda giornata.  Bambine e bambini dal 2015 al 2009, che vogliono giocare divertendosi in sicurezza, possono partecipare senza alcun impegno. La dirigenza  e i tecnici qualificati,  saranno pronti ad accogliere e soddisfare la voglia di giocare. Da lunedì 7 settembre inizieranno le attività dell'anno sportivo 2020/21 con appuntamento il lunedi - mercoledi - venerdì, dalle 18,30 alle ore 20,00.

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Il mese di agosto si è chiuso praticamente senza 1,2 milioni di viaggiatori stranieri che lo scorso anno avevano pernottato in Puglia, con un pesante impatto economico ed occupazionale sul settore turistico regionale. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sull’impatto della chiusura delle frontiere e sui vincoli posti al turismo dall’estero resi necessari per affrontate l’emergenza coronavirus.

L’assenza di stranieri in vacanza in Puglia pesa sull’ospitalità turistica nelle mete piu’ gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea la Coldiretti – i turisti dall’estero da paesi come gli Stati Uniti e la Cina hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa.

“I turisti statunitensi destinano un budget importante alle loro vacanze e affiancano il soggiorno all’acquisto dei prodotti di qualità pugliesi, a partire proprio dall’olio extravergine di oliva, con un effetto negativo anche sulle esportazioni, con un calo del fatturato per le aziende di oltre il 20% per una fetta di mercato molto importante”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Le conseguenze si faranno sentire – precisa la Coldiretti – anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni agroalimentari nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio.

“I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati alla Puglia delle masserie e dell’ospitale rurale – aggiunge il presidente Muraglia - perché affiancano ai pranzi e ai pernotti le attività di didattica, di raccolta e di degustazione. Una perdita importante che si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni. Spariti anche gli inglesi dalla Puglia, mentre una presenza molto risicata è arrivata da Germania, Olanda, Belgio e Svizzera”.

Rilevante – sostiene la Coldiretti – è l’impatto dal punto di vista economico ed occupazionale sul sistema turistico nazionale per le mancate spese di alloggio, trasporti, divertimenti, shopping e alimentazione. L’emergenza Covid – spiega la Coldiretti – fa crollare del 30% la spesa turistica per la tavola nel 2020 a causa dell’assenza dei vacanzieri stranieri e della ridotta disponibilità economica di quelli italiani colpiti dalla crisi con drammatici effetti sulla ristorazione e sull’intera filiera agroalimentare.

 “Il boom di presenze di turisti italiani negli agriturismi esclusivamente ad agosto non può in alcun modo compensare le perdite subite dalle 876 strutture attive in Puglia nel 2020. A fronte dei 4,2 milioni di arrivi di turisti nel 2019 e 1,2 milioni di arrivi dall'estero, è evidente la perdita secca subita nel 2020 dalle masserie della Puglia per la chiusura delle frontiere che hanno praticamente azzerato gli arrivi di turisti stranieri e annullato le prenotazioni di italiani e del turismo di prossimità fino a giugno. E l’autunno si prospetta altrettanto negativo”, dichiara Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranotra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti. “Va immediatamente attivata almeno la misura 21 del PSR per l’agriturismo – insiste il presidente De Miccolis - percorso già ben definito a livello nazionale che la Regione Puglia deve semplicemente declinare a beneficio dei nostri imprenditori”.

Agriturismi e fattorie didattiche sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza fuori dalle mura domestiche – aggiunge Coldiretti Puglia - anche in questo momento di grande incertezza per l’innalzamento della curva dei contagi registrata ad agosto.

Dall'agri-campeggio all'agri-relax, dalla semplicità dell'accoglienza rurale ai buffet con i prodotti dell'orto, alle passeggiate ritempranti nella natura, sono alla base del gradimento in crescita dei turisti rispetto al paesaggio e all’enogastronomia. Dal pranzo sul plaid con i piedi sull’erba, all’agri-aperitivo a bordo piscina o tra i filari fino all’agripilates, ma c’è anche chi si è attrezzato per ospitare i commensali sulle balle di fieno e ha organizzato cene romantiche tra i vigneti e gli oliveti, tra le diverse proposte per l’estate 2020 segnata dall’emergenza coronavirus che - conclude Coldiretti - spinge verso il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne, accoglienza rurale che va tutelata e sostenuta ai tempi del Covid.

Pubblicato in Agricoltura
Martedì, 01 Settembre 2020 12:51

Operazione di controllo dei carabinieri

A Fasano, i Carabinieri della locale Compagnia, a conclusione di un servizio straordinario di controllo del territorio, hanno:

-   denunciato in stato di libertà un 33enne del luogo, per guida senza patente; in particolare, l’uomo, controllato in una via del centro abitato alla guida di un’autovettura, è risultato sprovvisto di patente di guida, poiché revocata;

-   segnalato alla Prefettura di Brindisi, per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti:

  • un 19enne del luogo, trovato in possesso di 2,6 grammi circa di marijuana e 0,7 grammi di hashish, il tutto, spontaneamente consegnato ai militari operanti;
  • un 25enne del luogo, trovato in possesso di 0,9 grammi circa di marijuana, 0,4 grammi circa della medesima sostanza confezionata in uno spinello, nonché 0,3 grammi circa di hashish, il tutto spontaneamente consegnato.

La sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro.

Nel complesso, i Carabinieri hanno controllato 27 veicoli e identificato 81 persone, di cui 14 di interesse operativo.

Pubblicato in Cronaca

I Carabinieri della Stazione di Mesagne hanno tratto in arresto in flagranza di reato, per detenzione illegale di arma e ricettazione, Palmisano Natale Roberto, 47enne residente a Latiano e domiciliato a Mesagne. Nella mattinata di ieri, l’uomo, alla vista dei militari giunti presso il suo domicilio per effettuare una perquisizione, con la scusa di doversi recare nel giardino retrostante per legare i cani, ha tentato di disfarsi – lanciandolo nella campagna limitrofa – di un fucile doppietta marca Carrai & Piccinali calibro 16 con matricola abrasa e ribattuta, nonché due pacchi contenenti 48 cartucce, il tutto rinvenuto e posto sotto sequestro. La perquisizione domiciliare ha poi consentito di rinvenire nel cassetto dell’armadio nel corridoio, parti di un secondo fucile (calcio, calciolo, grilletto, paragrilletto, canne e bindella) privo di matricola e posto sotto sequestro. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Brindisi.

Pubblicato in Cronaca