MESAGNE. FEMINAE VIRTUS di ANGIOLETTA DE NITTO

Maggio 12, 2022 449

Si inaugura sabato 21 Maggio 2022 alle ore 19:00, la mostra d’arte contemporanea FEMINAE VIRTUS dell’artista Angioletta De Nitto, presso il Castello Normanno Svevo di Mesagne, a cura di Dores Sacquegna.       

 Alla cerimonia di inaugurazione, saranno presenti, oltre all’artista e la curatrice, il Sindaco Antonio Matarelli, il consulente alla cultura Marco Calò, il presidente di Micexperience, Pierangelo Argentieri. L’evento ha il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Mesagne (Brindisi).

La mostra - Nelle prestigiose sale espositive del primo piano del Castello Normanno Svevo di Mesagne, avrà luogo la mostra d’arte contemporanea dell’artista Angioletta De Nitto, che dopo vari anni, ritorna ad esporre nella sua città natale e nella cornice di uno tra i Castelli più belli della Puglia Imperiale. Con FEMINAE VIRTUS - titolo della mostra curata e recensita in catalogo da Dores Sacquegna - l’artista espone diciannove tele della recente produzione pittorica, attraverso una indagine simbolica e concettuale sulle virtù femminili e gli stati dell’essere. Trattasi di una eccezionale anteprima nel soggetto e nella tematica e che, attraverso la formula di una fiaba etica, l’artista, invita il fruitore a riflettere sul proprio assoluto potenziale.
Con una pittura iperrealista, che la distingue dai suoi contemporanei, Angioletta De Nitto, rappresenta diciannove talismani metaforici del nostro presente, figure zoomorfe che dialogano con gli affreschi del Castello, entità spirituali e identità sociali, creando un ponte tra passato e presente, tra cromie ed evocazioni zen, tra conscio e inconscio.  Ben contestualizzate con lo spazio scenico medioevale del castello, le opere come “La nostra maschera” in cui si percepiscono, le pressioni dell’Es, seguita da “Trionfo di Energia”, con riferimenti alla geometria sacra del femminino e “La luce della volontà”, inserita in un impianto di rinascimentale memoria. In mostra, opere, che indagano il mondo voltato al femminile ma anche le istanze sociali per raggiungere l’autodeterminazione.   
Il “bestiarum” che anima le tele continua con opere come “Apparente dualismo” e “Ravvedimento di rinascita”, con archetipi e animali guida. Il tema della Morte è esorcizzato dalla rinascita per comprendere ed integrare appieno il senso stesso della Vita con opere come “Immortalità”. Tra natura fisica ed energia cosmica, tra maschere e comportamenti dell’amore, percepiamo la dualità tra male e bene, tra maschere e verità di ogni azione umana. Una ricerca che va oltre la fiaba ed entra nella vita, attraverso l’interpretazione di istanze ambientali come per “Urlo salentino”, tecnologiche, sulle ostilità del ciberspazio con “Viaggio nel tempo”,  sino alle questioni più attuali legate al periodo pandemico e alla guerra in Ucraina con “Rispetto” che chiude questo ciclo ed è un invito a rispettare le diversità culturali, sociale e individuali di ciascuno.  
Feminae Virtus, di Angioletta De Nitto, è un percorso di vita, di fede e di speranza, che si manifesta pittoricamente con messaggi etico-valoriali e comportamentali, per riflettere sull’esistenza umana e per migliorare la vita esperienziale e sociale. Le sale adiacenti ospitano una piccola selezione delle opere antecedenti, tra cui Meduse Cosmiche, Vicende, Uno di noi.  In mostra il catalogo FEMINAE VIRTUS edito da Locopress di Mesagne. 
L’artista - Angioletta De Nitto (1963) nasce a Mesagne, dove vive e lavora. Diplomata in Pittura dall’Accademia di Belle Arti di Lecce, ha collaborato come restauratrice per la Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Artistici di Taranto.  Dal 1996 espone regolarmente a livello nazionale e internazionale in mostre collettive, personali, Biennali, Fiere d’Arte in Italia e all’estero tra cui Grecia, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Svezia. Tra le collezioni permanenti si segnalano: Pinacoteca di Gergeri-Rouvas (Isola di Creta, Grecia), progetto curato da Dores Sacquegna; MAP Museo Mediterraneo dell’Arte Presente di Brindisi (Italia). Nel 1996 è tra i finalisti del Premio Arte Mondadori.