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Mesagne: importante scoperta storica a Muro Tenente In evidenza

frammento acquasantieraUn'importante scoperta storica è stata

fatta presso il sito archeologico di Muro Tenente dove è stato rinvenuto un pezzo di acquasantiera di origine greca. Il valore del rinvenimento è puramente storico, e non economico, poiché ha aperto altre ipotesi di studio dell'area. I lavori, seguiti dagli archeologi Christian Napolitano, della cooperativa Impact Archeologia, per la Libera Università di Amsterdam, e Michele Cuccovillo per la De Marco s.r.l., stanno consentendo di raccogliere una straordinaria quantità di informazioni inedite utili al processo di ricostruzione storica di quello che può essere oramai definito uno dei più importanti siti archeologici della regione Puglia.muro tenente ott 2016 1 Fra le tante testimonianze a carattere archeologico documentate nel corso dei lavori, Napolitano, già noto per il ritrovamento, avvenuto nel 1999, della stele degli opliti, conservata ed esposta presso il museo archeologico nazionale di Egnazia, ha rinvenuto un frammento di un bacino lustrale, una sorta di “acquasantiera”, utilizzata nel corso di rituali religiosi di estremo interesse perché riconducibile ad una produzione proveniente dalla Grecia, databile fra la fine del VII e gli inizi del VI secolo avanti Cristo. Sulla superficie del frammento ceramico rinvenuto, infatti, si sono miracolosamente conservate due scene, realizzate attraverso un leggerissimo rilievo ottenuto imprimendo una matrice quando l’argilla era ancora fresca, circa 2600 anni fa, in cui sono visibili rispettivamente un personaggio a cavallo posto a fianco di un oplita armato di scudo, lancia ed elmo, ed una scena più complessa in cui compaiono diversi personaggi, forse colti nell’atto di un rituale religioso collettivo. In buona sostanza, un ritrovamento più unico che raro in ambiente messapico. Il manufatto, probabilmente di origine corinzia, vale a dire prodotto a Corinto o in qualche colonia riconducibile a questa antica città greca, come Kérkyra, attuale Corfù, ricorda da vicino un altro reperto rinvenuto anni addietro presso l’insediamento messapico di Valesio, in territorio di Torchiarolo. Il prof. Gert-Jan Burgers, direttore scientifico del nascente parco, ritiene che il frammento ceramico rinvenuto contribuisca in maniera significativa a "definire alcuni dei comportamenti religiosi collettivi di età arcaica, per lo più sconosciuti, forse legati a primitive forme di manifestazione del potere da parte delle élites aristocratiche messapiche di Muro Tenente, le quali certamente avevano modo di evidenziare il proprio ruolo sul corpo sociale attraverso l’introduzione di oggetti e pratiche probabilmente ritenute innovative, anche con lo scopo di assicurarsi il controllo delle gerarchie sociali della comunità.muro tenente ott 2016 2 I lavori per la valorizzazione del parco archeologico, diretti dall’architetto Francesco Baratti e costantemente seguiti dalla dottoressa Assunta Cocchiaro per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia proseguono e, secondo Christian Napolitano, "in primavera Muro Tenente sarà pronto per manifestare tutto il proprio potenziale, contribuendo allo sviluppo di un territorio, la Piana Brindisina, che ha quanto mai bisogno di ritrovare, sotto un piccolo strato di terra, la propria storia e il proprio destino". Il parco archeologico di Muro Tenente da alcune settimane è oggetto di lavori volti al recupero conservativo, valorizzazione e fruizione dell'area archeologica di proprietà dei comuni di Mesagne e Latiano. All’interno del parco archeologico, dal 2015 gestito dalla Libera Università di Amsterdam in collaborazione con il Mibact e l’Università del Salento, i lavori di recupero e valorizzazione, condotti dalla De Marco s.r.l di Bari, prevedono il potenziamento della sentieristica, il restauro integrativo e l’ampliamento di alcuni settori di scavo utili a comprendere il rapporto fra l’abitato, le necropoli, la viabilità interna e le due fortificazioni “concentriche” che racchiudono rispettivamente il centro e la periferia dell’antico insediamento messapico. Il progetto in corso prevede inoltre la ricostruzione di una intera casa messapica dotata di cortile e ambienti residenziali riedificati sulle fondazioni di una struttura abitativa del III secolo avanti Cristo, rinvenuta all’interno di un esteso quartiere messo in luce lungo la periferia settentrionale del sito. Alcuni affacci in legno consentiranno invece di apprezzare il sistema costruttivo della grande fortificazione di età ellenistica, fine IV-inizi III secolo avanti Cristo, dove gli archeologi hanno rinvenuto i resti di un assedio, probabilmente avvenuto durante la seconda Guerra Punica, verso la fine del III secolo avanti Cristo, il quale sembra avviare verso un progressivo abbandono dell’antico insediamento.  

Ultima modifica ilDomenica, 16 Ottobre 2016 12:17
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