Il sindaco Molfetta tra gli archibugieri e le frecce degli arcieri carmelitani

Agosto 30, 2016 2201

fiera medievale franca 1La Fiera medievale franca di Mesagne, in onore di San Michele Arcangelo,

ha chiuso i battenti con un risultato eccellente. Migliaia le persone giunte in città per partecipare all'evento storico. Così, dopo che sulla manifestazione è calato il sipario è sceso nel "campo della disfida" il sindaco, Pompeo Molfetta, che in questi giorni di diatriba ha mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda, pur essendo stato bersaglio di strali politici, che ha visto contrapposti gli organizzatori, "Il gruppo storico città di Mesagne" e i frati carmelitani. "Nel merito della querelle tutti sanno che ho cercato semplicemente di trovare un punto di incontro fra i due contendenti per evitare che le invettive e gli strali, che reciprocamente si sono mandati al mio cospetto, non finissero sui giornali o in un'aula di tribunale", ha esordito il sindaco che non ha nascosto di aver tentato una mediazione, indolore, tra le parti. "Così - ha spiegato - ho letto al D'Aloisio, presidente del gruppo storico "Città di Mesagne", la missiva di padre Enrico e ho chiesto se vi fossero, e quali fossero, gli spazi per una possibile mediazione". Al termine dell'incontro i contendenti sono "addivenuti alla conclusione, sofferta ma condivisa, che, nelle more che altri risolvano la contesa storica, la manifestazione quest'anno si sarebbe svolta normalmente evitando però il passaggio rituale dal Santuario della Madonna del Carmine per impedire che gli archibugi degli armigeri medievali si scontrassero con le frecce degli arcieri carmelitani". Il D'Aloisio, però, ha convenuto "non senza adombrare nubi minacciose che, per quest'anno, fosse lasciato in pace l'Arcangelo Michele che ha altre gatte da pelare e che ha già da combattere con il drago", ha aggiunto Molfetta che ha confermato che "la proposta di mediazione è stata si accettata da entrambi ma evidentemente con il malcelato intento degli uni di perseguire comunque il clamore giornalistico e degli altri di vedere prima o poi riconosciuta la giustizia della storia del tutto incuranti, o chissà forse compiaciuti, che nel tritacarne ci potesse finire il "sindaco censore" reo di essersi arrogato l'arbitrio di dirigere il traffico nel guazzabuglio di un improbabile Medio Evo". Chiusa, per quest'anno, la diatriba adesso la parola passa agli storici che dovranno effettuare ricerche archivistiche per dipanare la controversia storica.