Mesagne. Bando per rilanciare i terreni confiscati, gara pubblica dopo il fallimento della cooperativa Terre di Puglia

Febbraio 25, 2026 1035

A distanza di un anno dalla liquidazione coatta della cooperativa “Terre di Puglia – Libera Terra”, il Comune di Mesagne prova a voltare pagina e a rimettere in moto uno dei progetti simbolo del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità. I terreni agricoli di contrada Canali — poco meno di venti ettari complessivi — tornano infatti al centro dell’azione amministrativa dopo mesi di totale abbandono, conseguenza diretta della crisi che ha travolto la cooperativa che li gestiva. Campi un tempo destinati a produzioni agricole e attività sociali oggi si presentano in stato di incuria, con coltivazioni ferme e prospettive sospese. Resta escluso dal nuovo affidamento il complesso della masseria, attualmente interessato da lavori di ristrutturazione edilizia, ma per i fondi rustici l’obiettivo è chiaro: restituirli rapidamente a una funzione produttiva e sociale. La decisione è stata assunta dalla commissaria prefettizia Maria Antonietta Olivieri, che guida l’ente dopo le dimissioni del sindaco Toni Matarrelli, a seguito del mancato esito dell’intesa sottoscritta lo scorso anno con l’associazione Libera. L’organizzazione era stata incaricata di presentare un progetto di rilancio ma, alla scadenza del protocollo, nessuna proposta è stata depositata. Con la determinazione 406 del 19 febbraio 2026 il Comune ha così indetto ufficialmente un avviso pubblico per assegnare in concessione gratuita — e con finalità sociali — i terreni confiscati e trasferiti al patrimonio indisponibile dell’ente. L’atto, firmato dalla responsabile del servizio Concetta Franco, segna l’avvio della procedura selettiva che dovrà individuare un nuovo soggetto gestore capace di restituire valore a un patrimonio agricolo sottratto alla criminalità organizzata e destinato per legge alla collettività. I terreni erano stati affidati nel 2008 in concessione trentennale alla cooperativa Terre di Puglia – Libera Terra, con scadenza fissata al 2038, ma il decreto ministeriale del 2025 che ha disposto la liquidazione coatta amministrativa della società ha comportato lo scioglimento automatico di tutti i contratti in essere, coinvolgendo anche altri comuni pugliesi come Torchiarolo, Fasano, Oria, San Pietro Vernotico e Andria. Dopo la revoca delle precedenti concessioni, l’amministrazione aveva tentato una strada condivisa: nell’aprile 2025 era stato firmato un protocollo con la Regione Puglia, la Prefettura di Brindisi e l’associazione Libera per individuare soluzioni sostenibili di rilancio agricolo e sociale. L’accordo, però, è scaduto nell’ottobre successivo senza risultati concreti, spingendo il Comune ad avviare una nuova procedura autonoma. Il bando prevede l’assegnazione gratuita dei terreni dalla firma della concessione fino al 31 ottobre 2030, arco temporale calcolato per consentire almeno quattro stagioni agricole complete. I soggetti interessati dovranno presentare domanda formale, dichiarazione dei requisiti, documentazione sulle attività svolte e una relazione tecnico-agronomica corredata da planimetria. Il rapporto tra ente concedente e assegnatario sarà regolato da uno specifico contratto e non comporterà alcun onere economico per il Comune. L’iniziativa si inserisce nel quadro normativo nazionale che disciplina il riutilizzo sociale dei beni confiscati, fondato sulla legge 109 del 1996 e sul Codice antimafia, con l’obiettivo di trasformare patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali in strumenti di sviluppo civile, economico e culturale.

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