Nel cuore della Prefettura, un riconoscimento a don Pietro De Punzio che profuma di comunità e speranza

Samuele Carlucci Dicembre 12, 2025 481

 Questa mattina, nel maestoso Salone di Rappresentanza della Prefettura, si è celebrato un momento che resterà impresso nella memoria della comunità brindisina e, soprattutto, di quella mesagnese. In un’atmosfera carica di emozione e gratitudine, è stata consegnata l’onorificenza al Merito di Cavaliere della Repubblica a Don Pietro De Punzio, figura amatissima e profondamente radicata nel tessuto sociale del territorio.

La cerimonia, sobria ma intensa, è stata accompagnata dalle parole della motivazione ufficiale, che ha risuonato nella sala come un ritratto fedele della straordinaria opera pastorale di Don Pietro:

“Don Pietro De Punzio, nel suo instancabile impegno pastorale, si è da sempre distinto per la capacità di coniugare profondità spirituale e attenzione concreta ai bisogni della comunità, con uno sguardo privilegiato verso gli ultimi e le persone più fragili. La sua azione sacerdotale si caratterizza per una fede capace di tradursi in gesti quotidiani di vicinanza, ascolto e solidarietà…”

Parole che non sono semplici frasi istituzionali, ma il riconoscimento sincero di un percorso di vita dedicato agli altri. A testimoniarlo, più di ogni altra iniziativa, è la Casa di Zaccheo, progetto nato dal cuore e dalla visione di Don Pietro e sostenuto direttamente da Papa Francesco, che ne ha immediatamente colto la forza evangelica e il valore umano.
Quella casa, oggi, non è solo un riparo per chi vive nel bisogno: è un luogo in cui le storie ferite trovano spazio per ricucirsi, dove la dignità ritorna a essere diritto e dove la speranza torna a farsi strada, concreta e possibile.

Nel corso della cerimonia, molti presenti si sono commossi ripensando alle tante vite che Don Pietro ha incrociato, ascoltato, sostenuto. Per la città di Mesagne, egli non è soltanto un parroco: è una guida discreta ma sempre presente, un punto fermo nei momenti difficili, un esempio tangibile di ciò che significa “amare il prossimo”.

Il prestigioso titolo di Cavaliere della Repubblica conferito oggi non rappresenta soltanto un riconoscimento personale, ma un premio che onora un’intera comunità, quella che insieme a Don Pietro ha imparato che la fede si manifesta nei gesti quotidiani, nelle porte che si aprono, nelle mani che sollevano.

Mentre la sala tributava un caloroso applauso al nuovo Cavaliere, l’emozione era palpabile: non era solo un titolo ad essere assegnato, ma la conferma pubblica di un percorso di luce, servizio e umanità.

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Ultima modifica il Venerdì, 12 Dicembre 2025 15:34