Sono due le offerte di ospitalità partite da Cellino San Marco per la famiglia di Palmoli

Dicembre 12, 2025 572

Sono due le offerte di ospitalità partite da Cellino San Marco per la famiglia di Palmoli, in provincia di Chieti, che viveva in un bosco priva delle necessità primarie. La vicenda ha richiamato attenzione dopo l’allontanamento dei tre figli, trasferiti in una comunità. Le proposte sono arrivate prima da Albano Carrisi e poi da Angelo Maci, presidente onorario di Cantine Due Palme. Maci ha messo a disposizione l’ex casa del custode presente all’interno del castello di Villa Neviera, struttura circondata da un bosco. Secondo il progetto, la famiglia avrebbe un luogo stabile e la possibilità di ripartire. «Guardo quei bambini e penso ai miei pronipoti, perché sono bisnonno ormai. La loro storia ha permesso alla mente di rispolverare episodi della mia infanzia trascorsa in campagna, con i cavalli di papà.

So che vuol dire crescere in un contesto contadino e pensare a una famiglia privata dei figli è desolante. Se vogliono possono venire qua, siamo pronti ad accoglierli». La voce di Maci, 82 anni, fondatore della cooperativa Due Palme, si ferma più volte mentre parla della famiglia. «La semplicità dei genitori, la scelta umile di vita che hanno sposato mi hanno fatto tornare indietro nel tempo», afferma. «Siamo pronti a ospitarli gratuitamente nell'antica casa del custode che si trova nel nostro wine resort Villa Neviera. Lì i bambini non solo vivono immersi nella bellezza di un vigneto e di un bosco, ma anche a contatto con altri loro coetanei perché ci sono i figli dei soci della cooperativa che passano il tempo libero nella natura». La cooperativa conta mille soci. Il consiglio di amministrazione ha approvato la decisione senza esitazioni. L’abitazione offerta include cucina, bagno, camera da letto e un soppalco. Non è distante da un parco giochi e dal bosco. «E soprattutto da Cellino dove i piccoli potrebbero frequentare le scuole», aggiunge Maci, sottolineando che «ci ha colpito l'umiltà della famiglia, l'essere contadini, la voglia di vivere nella natura come vivono i nostri soci e i nostri contadini: sono simili a noi».

La villa sorge accanto a un resort con nove camere. «Arrivano famiglie con bambini piccoli ogni giorno che potrebbero giocare e socializzare con i tre fratellini che, stando da noi, possono godere dell'aria pulita, del bosco, della compagnia di altri bambini e della scuola». Alla domanda sulla durata dell’ospitalità, Maci risponde senza esitazione: «Quanto vogliono, anche per sempre: non è un problema. Non si impoverisce la cantina per una piccola entità data in beneficenza». Le due offerte arrivate da Cellino San Marco rappresentano un tentativo concreto di dare una soluzione stabile e un futuro diverso alla famiglia. Ora resta alla famiglia e alle istituzioni decidere quale sarà il prossimo passo.

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