Commercianti sul piede di guerra a Mesagne In evidenza

Ottobre 28, 2020 362

Commercianti sul piede di guerra a Mesagne prima città della provincia di Brindisi a protestare contro le limitazioni anti-Covid, imposte con il Dpcm, entrato in vigore lunedì scorso, tra le quali la chiusura alle ore 18 di tutti i ristoranti, bar e gelaterie. La manifestazione è stata autorizzata dalla questura mentre il corteo, che doveva sfilare per le vie del centro, è stato annullato. L’evento si è svolto nella villa comunale sotto l’occhio vigile di polizia, carabinieri e polizia locale arrivati in forze. I manifestanti, oltre 350, hanno espresso la loro protesta anche al sindaco Toni Matarrelli, che è passato a salutarli. Per lo più si è trattato di gestori di bar, ristoranti, pub e pizzerie.

Per solidarietà si sono affacciati anche i loro colleghi di altre tipologie merceologiche. Nel pomeriggio si era già svolto in piazza caduti di via D’Amelio un flash mob di proprietari e atleti delle palestre. Uno dei promotori e moderatore della manifestazione è stato Roberto Sabato, che hanno voluto mettere in evidenza “le difficoltà del settore a poter sopravvivere alle restrizioni imposte dall’ultimo decreto del presidente Conte”. Alla luce di queste difficoltà economiche i commercianti hanno chiesto che “il ristoro economico, che deve giungere dal governo, sia immediato”. Ed ancora c’è chi ha chiesto l’abbattimento delle tasse e dei balzelli vari relativi al 2020. “Come facciamo a pagare le tasse, le utenze se non incassiamo nulla”, è stato il grido di disperazione di una commerciante.

La protesta, che si è protratta per alcune ore, è stata del tutto pacifica. “Sono venuto per ascoltare chi protesta – ha esordito il primo cittadino -. Il sindaco è una istituzione e, per tale motivo, non può protestare. In ogni modo so cosa sta accadendo nel Paese, so che le chiusure sono necessarie per arginare il diffondersi del virus però il sindaco deve ascoltare coloro che, a causa di queste chiusure, vedono venir meno l’opportunità di guadagnarsi il pane”. Matarrelli ha, quindi, aggiunto: “Bisogna ascoltare questi operatori che hanno paura verso l’incognita del proprio futuro. Se le attività non possono svolgere il loro lavoro, ovviamente, non possono pagare le spese. Se gli manca anche un ristoro è del tutto normale che manifestino questo loro disagio. Attenzione, però. Le proteste devono essere civili e concordate con le forze dell’ordine”. Il sindaco ha tenuto a precisare che “non entro in questa disputa, ma devo ascoltare la preoccupazione enorme di questi operatori che si vedono mancare il pane”

. Infine, Matarrelli ha promesso che si farà portavoce “presso le sedi opportune affinché questa gente deve essere ristorata, in quanto devono pagare le utenze e devono vivere. Le chiusure sono necessarie, perché legate alla salute dei cittadini, la scelta del governo è ben ponderata, ma a fronte di ciò deve intervenire per ristorare gli operatori commerciali”. Presenti alla manifestazione anche esponenti del locale gruppo di Fratelli d'Italia. “Diamo piena solidarietà ai commercianti, ristoratori e alle partite iva che si sono riuniti in piazza Porta grande per manifestare contro il Dpcm di Conte, poiché la misura è colma”, ha spiegato il coordinatore Gianfranco Alibrando -. Bisogna dare un chiaro segnale al governo nazionale prima che sia troppo tardi, ormai queste categorie sono ridotte allo stremo”. Alibrando ha, quindi, concluso: “Siamo una realtà politica da sempre vicino al mondo delle partite iva, dei piccoli lavoratori autonomi e siamo al fianco di queste categorie, sia come gruppo dirigente che come tesserati e simpatizzanti”. (Foto di Davide Marti)
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Ultima modifica il Mercoledì, 28 Ottobre 2020 10:32