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La tropicalizzazione del clima incide sulla maturazione di uva e pomodori In evidenza

MACI ANGELOGli effetti della tropicalizzazione del clima stanno

incidendo in maniera determinante anche sulla maturazione delle colture. In provincia di Brindisi, ad esempio, vi sono circa dieci giorni di ritardo nella maturazione del pomodoro e delle uve precoci come lo Chardonnay. Quest’ultimo, generalmente, è pronto per la vendemmia intorno alla prima decade di Agosto. Quest’anno, invece, si prevede la maturazione introno al 20 del mese. Stessa cosa per la campagna di trasformazione del pomodoro 2019 che è partita in ritardo di circa 10 giorni per via dei cambiamenti climatici e sarà sicuramente più lunga del solito giacché si prevede che arriverà a fine Settembre e in parte toccherà anche le prime settimane di Ottobre. «Come sarà il raccolto potremmo capirlo solo a Settembre, un mese che sarà decisivo per la produzione e per la qualità. Gli ettari ci sono, i contratti anche, ma nessuno può, ad oggi, prevedere quanto prodotto sarà raccolto», ha chiosato ieri mattina Maurizio Gardini, presidente di "Conserve Italia", dopo aver fatto un giro nei campi a salutare i soci produttori che conferiscono il prodotto nello stabilimento “Cirio” di Mesagne, il secondo più importante della regione Puglia per estensione e per pomodoro lavorato, con una capacità produttiva di 60 mila tonnellate. «La filiera del pomodoro da industria, il cui giro di affari è superiore ai 3 miliardi di euro, è una delle più importanti per il comparto agroalimentare», ha proseguito il presidente del consorzio bolognese, uno dei primi player italiani e mondiali di pomodoro, con una media di 400 mila tonnellate lavorate. «Se in tutto il bacino del Nord Italia la raccolta del pomodoro avviene esclusivamente ormai in maniera meccanizzata - ha osservato Gardini - al Sud è ancora diffusa la raccolta manuale, anche se è crescente l'impegno delle aziende a ridurne la pratica. Per quanto riguarda "Conserve Italia", solo una percentuale pari al 2% di tutto il pomodoro lavorato è ancora raccolta manualmente, in particolare in quei terreni sassosi in cui non è possibile azionare le macchine, oppure in quelle aziende agricole che dispongono di numerosi operai regolarmente assunti per la raccolta di altre produzioni». In tema di legalità, il presidente ha evidenziato, come ai soci e a tutti i fornitori del Sud "Conserve Italia", «chiede il rispetto rigoroso di determinati impegni e l'adozione delle migliori pratiche in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, salute e welfare, nonché il rispetto dei contratti e dei salari, al fine di scongiurare il verificarsi di casi di sfruttamento della manodopera tra le aziende che raccolgono pomodoro». Tuttavia, anche sul fronte dell’uva si registrano dei notevoli ritardi. In settimana i tecnici di “Cantine Due Palme”, hanno effettuato un tour in varie zone del brindisino, e parte del tarantino, prelevando e analizzando 100 campioni di uve. I dati rilevati indicano, in generale, una rallentata maturazione su tutti i vitigni. L’annata si presenta in deciso ritardo rispetto alle rilevazioni storiche su tutte le varietà. Gli Chardonnay rilevati hanno raggiunto i 14,07° gradi babo di media, su 16 Chardonnay campionati, con crescita nella settimana di appena 1,45°. Acidità totale 11,01 e ph 3,28. “Siamo ancora lontani dalla vendemmia”, hanno spiegato i tecnici. “Abbiamo un ritardo rispetto allo scorso anno di oltre 10 giorni. Nello storico delle maturazioni, rilevate negli ultimi 10 anni, non si hanno uguali”, ha detto il presidente Angelo Maci. Tuttavia, per una completa maturazione, sono necessari almeno altri 15 giorni. In generale, il Primitivo e’ cresciuto di 2 gradi babo, in una settimana, registrando una media, su 32 campioni, di circa 12,60° gradi babo , appare, dunque, molto arretrato rispetto alle maturazioni degli anni scorsi. Tra l’altro non si notano differenze significative tra la zona di Manduria e le altre zone di produzione, come di solito accade. Anche qui il ritardo stimato è di oltre 10 giorni ed in molte zone si evidenzia scarsa invaiatura degli acini. Le uve di Negroamaro appaiono quelle che hanno un maggiore ritardo. In molte zone l’invaiatura non è ancora partita. Questa settimana si è avuta una crescita settimanale di quasi 1,5º gradi babo su una media di 18 campioni rilevati. Il Negroamaro fa registrare un grado babo medio di circa 10,07° gradi babo. L’Aleatico registra, su 3 campioni analizzati, un grado medio di 12.63° gradi babo. Il Moscato, su 4 campioni rilevati, ha raggiunto i 12,78° gradi babo. Il Merlot, ha registrato i 14,28° gradi babo, crescendo di oltre 2,0 gradi settimanali. Fiano e Vermentino presentano una buona maturazione, attestandosi entrambi a 13,80. A presentarsi anche quest’anno, come fanalino di coda, la Falanghina, con appena 8° gradi babo. Insomma, colpa o no della tropicalizzazione, da questi dati si evince con chiarezza che per iniziare a vendemmiare ci vuole ancora un bel po' di tempo.

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