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Nasce a Torre il Comitato radici della terra

torre santa susannaIl 17 Aprile 2019 è nato a Torre Santa Susanna

il comitato radici della terra, organizzazione autonoma, pluralista, apartitica, volontaria, antifascista, antirazzista e democratica che ha come scopo la salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del paesaggio, della cultura e della salute. Il Comitato intende studiare e diffondere le buone pratiche agricole in contrapposizione a quelle tipiche del modello intensivo e super-intensivo, caratterizzati dall’uso indiscriminato di pesticidi e fitofarmaci. Nel vivo di quella che molti definiscono “Emergenza Xylella” rivendica il possesso della propria terra, rifiuta la politica dell’emergenza e il modo d’intervenire fin qui proposto, così distruttivo che cambierà il volto del Salento e ne farà un deserto aperto alle speculazioni, segnando per sempre il destino delle sue genti. La sede del Comitato è presso la CASA DEL POPOLO di Torre Santa Susanna, in via G. Bovio 41. Il primo Consiglio Direttivo, in carica un anno, vede eletto Vincenzo Antonio Lorenzo, in qualità di Presidente e Giovanni Morleo, Vice Presidente. Primo atto del neonato Comitato è stato quello di chiedere un incontro urgente sul tema dei fenomeni di essiccamento dell’ulivo con l’Assessora alle Politiche Agricole, alla presenza del Sindaco del Comune di Torre Santa Susanna. L’incontro si è svolto il 3 maggio, alla presenza di alcuni rappresentanti del Comitato RADICI DELLA TERRA, dell’Assessora alle Politiche Agricole e del Sindaco di Torre Santa Susanna. Durante l’incontro i rappresentanti del Comitato hanno illustrato come in merito alle problematiche legate al disseccamento degli ulivi e la xylella, in campo scientifico emergono due posizioni prevalenti: una attribuisce i sintomi del disseccamento principalmente alla Xylella fastidiosa ed ha, pertanto, l’obiettivo della lotta al batterio e al suo vettore (Philaenus spumarius); l’altra, attribuisce i sintomi del disseccamento a diverse cause fra le quali la cattiva gestione agronomica dell’oliveto, la diffusa presenza di funghi patogeni tracheomicotici fogliari e agenti di carie, di insetti parassiti dell’olivo, l’uso eccessivo e improprio di fitofarmaci. Inoltre è stata portata all’attenzione dei rappresentanti istituzionali la DGR N.1890 del 24 Ottobre 2018 - Azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa per il 2018-2019 – che prevedendo due trattamenti fitosanitari obbligatori nella zona cuscinetto e contenimento, raccomandati nella zona infetta ad esclusione dei 20 km della zona di contenimento e nella zona indenne, non tiene in adeguata considerazione il pericolo per la salute pubblica dell'irrorazione con prodotti neurotossici altamente impattanti in zone densamente abitate e in cui sono presenti anche minori in significativo numero, violando apertamente i principi di prevenzione e precauzione. Tali molecole se disperse nell'ambiente in quantità elevate, oltre a provocare effetti dannosi per la salute, agiscono anche contro insetti utili, quali impollinatori e predatori naturali. La compromissione del diritto alla salute (e a un ambiente salubre) dei cittadini può essere giustificata solo in presenza di serie e fondate minacce per l'incolumità generale non affrontabili con mezzi diversi e meno incidenti sui beni primari sopra indicati. Tale circostanza non ricorre nel caso di specie, in violazione del principio di precauzione fissato a livello europeo e richiamato dalla normativa in materia di prodotti fitosanitari e pesticidi nonché dell'art. 32 della Costituzione che tutela il diritto a godere di un ambiente di vita e lavoro salubre. Nel merito si osserva che le misure imposte sono controverse sia nella necessità di uso che nell'efficacia rispetto al contenimento dell'infezione. Al riguardo, l’EFSA (European Food Safety Authority) si esprime (2015) chiaramente rispetto all’inefficacia dell’uso dei pesticidi (nel caso di infezione primaria o predominante) per il controllo del vettore, così come con riferimento alla dannosità per l’ambiente (con alterazione dell’intera catena alimentare ai vari livelli trofici), la salute animale e umana (EFSA, 2015). Il COMITATO ha quindi rivolto un appello al PRIMO CITTADINO, in quanto massima autorità Sanitaria e responsabile della condizione di salute della popolazione del proprio territorio, responsabilità che condivide con l’intero Consiglio Comunale – chiedendo (1) provvedimenti urgenti necessari per la tutela della sanità e igiene pubblica, compromessa dall'esecuzione dei predetti provvedimenti, sulla scorta di quanto stabilito, ad esempio, dal Comune di Nardò (ordinanza n. 195-11.05.2018, mai impugnata), disponendo l'assoluto divieto – a scopo cautelativo e in via precauzionale – su tutto il territorio comunale di utilizzo di pesticidi e/o prodotti fitosanitari di particolare pericolo (es. neonicotinoidi, erbicidi); (2) di fare una comunicazione pubblica alla cittadinanza, in cui si chiarisca che sul territorio comunale, ricadendo in zona infetta, non è obbligatorio alcun trattamento fitosanitario come misura di contrasto alla diffusione della Xylella; (3) adeguata e tempestiva informazione sulla tipologia di prodotti utilizzabili e utilizzati nel territorio comunale in ossequio ai principi di accesso all'informazione in materia ambientale sanciti sia dal diritto europeo che dall'art. 3 sexies del d.lgs. 152 del 2006. Il Sindaco non ha preso alcun impegno, richiedendo ai rappresentanti del comitato un dossier in cui si riportino le ricerche scientifiche che attestino la pericolosità di pesticidi ed erbicidi. Come cittadini è avvilente ascoltare da parte del primo cittadino simili parole, quando da tempo un migliaio di ricerche scientifiche dimostrano i danni dei pesticidi sulle persone (http://www.dmi.units.it/~soranzo/antipesticide-net-update-it.html). Chi amministra la COSA PUBBLICA ed è responsabile della salute dei propri cittadini, dovrebbe mettere al primo posto la tutela della salute e del territorio e non accettare passivamente quello che altre istituzioni deliberano. Soprattutto dopo che Ordine dei medici di Lecce, LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), ISDE (Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente), EFSA (European Food Safety Authority) hanno preso posizione contro le misure fin qui proposte, in quanto impongono l’utilizzo di “pesticidi di riconosciuta dannosità per la biodiversità, per la sicurezza alimentare e per la salute, violando apertamente i principi di prevenzione e precauzione, i diritti degli agricoltori e delle popolazioni”. Si ricorda che l’erbicida più estesamente utilizzato è, ovunque, il glifosato, indicato dallo Iarc (International Agency for Research on Cancer ) come potenzialmente cancerogeno. Lo stesso Parlamento Europeo (Direttiva 2009/128/CE) ha definito non sostenibile il modello di agricoltura attualmente dominante basato sull’utilizzo dei pesticidi, e invitando gli Stati membri ad informare la popolazione sui rischi e sugli effetti potenzialmente acuti e cronici per la salute umana imputabili a queste sostanze. Ci auguriamo che presto venga alla luce la verità su una vicenda dalla quale emergono contraddizioni e punti oscuri, e che rischia di trasformare irreversibilmente una parte consistente del territorio, di affossare l’economia agricola e agrituristica salentina e di contaminare l’ambiente con l’uso massiccio di prodotti chimici.  

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