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Mesagne. Tra gaffe e imbarazzo si aspetta la rimozione della targa commemorativa

colonna votiva lastra marmoUna gaffe che sicuramente sarà inserita negli annali storici quella che ha commesso il Comune di Mesagne nel posizionare, ai piedi della colonna votiva della Vergine del Carmelo, una lapide commemorativa della titolazione a “Città mariana”” con la data errata. E che dire di "citta" senza l'accento? Proprio così, incredibile ma vero.

Lo spiacevole episodio potrebbe dimostrare che, ancora una volta, non ci sarebbe stato nessun controllo dei funzionari pubblici nell’iscrizione e posa della lastra marmorea. Il 9 febbraio 2003 la città di Mesagne è stata insignita del titolo di “Città mariana” grazie alla particolare devozione che da secoli i mesagnesi hanno verso la madonna di cui la Vergine del Carmelo è la Patrona, protettrice e avvocata della città. In quell’occasione l’allora sindaco, Mario Sconosciuto, insieme alla giunta, fece realizzare una lapide a ricordo dell’avvenimento su cui c’era scritto: “Mesagne Civitas Mariae. Vergine madre di Dio, Patrona di questa città, il popolo di Mesagne a te affida e rinnova i gesti di una fede antica. 9 febbraio 2003”. La lapide fu posata ai piedi della colonna votiva in villa comunale. Dopo dieci anni la lapide si è frantumata a causa del passaggio dei mezzi a servizio della ditta che sta effettuando la ristrutturazione della villa. Perciò i responsabili dell’azienda hanno fatto realizzare una lapide identica alla precedente che lunedì scorso è stata posata nello stesso punto in cui era stata collocata la precedente. Giù durante la posa si era formato un capannello di curiosi che avevano notato che lo spessore della lastra era di circa due centimetri. Troppo poco, secondo loro, per resistere alle sollecitazioni di eventuali mezzi in transito nella villa per la normale pulizia o manutenzione. In ogni modo quello su cui tutti si sono soffermati è stata la data errata trascritta sulla lastra marmorea. Il 9 febbraio 2003 è diventato 5 febbraio 2003. Inutile dire che la gaffe ha fatto subito il giro su Facebook, in particolare sulla pagina di Alessandro Carluccio, alias figlio di Iene, e di “Misciagni porta grandi” dove i commenti degli internauti non sono stati certo teneri nei confronti di chi ha il dovere istituzionale di controllare sui beni pubblici. Tra i tanti che sono intervenuti c’è anche don Pietro De Punzio, già vicario foraneo, il quale ha proposto di proteggere la lapide con una grata di ferro affinché “non faccia la fine dell’altra” mentre Marcello ha concluso: “Neanche capaci a fare copia e incolla”. 

Ultima modifica ilMartedì, 18 Marzo 2014 12:14
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