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Vinitaly 2019. Gran botto per Cantine Due Palme di Cellino San Marco

Angelo-Maci-Melissa-Maci-Assunta-De-CillisCome da previsione il Vinitaly 2019 si è chiuso con il botto per Cantine Due Palme di Cellino San Marco che a Verona ha dimostrato, ancora una volta, la bontà dei suoi prodotti apprezzati sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Quest’anno oltre al presidente, Angelo Maci, all’amministratore delegato, Melissa Maci e alla direttrice, Assunta De Cillis, al Vinitaly hanno partecipato anche un gruppo di soci in rappresentanza degli oltre mille colleghi produttori che fanno parte della “Due Palme”.

Quest’anno la cantina cellinese ha presentato una selezione di tre vini che si sono fregiati del titolo di “Vino dell'Ambasciatore” conferito dal consorzio “Città del vino”. Questo vino rappresenta la personalità di chi lo ha “adottato” e al tempo stesso ribadisce il valore di essere prodotto da una cantina di una Città del Vino, in questo caso Cellino San Marco, ovvero un Comune che nel nome del vino basa gran parte dei suoi progetti di sviluppo economico ma anche sociale e ambientale. Il “Vino dell'Ambasciatore” non è altro che un ulteriore strumento di valorizzazione del rapporto tra vino e territorio, tra azienda e Comune, dove l'Ambasciatore non è altro che la figura di una persona che per il territorio ha lavorato e continua a lavorare anche al termine, ad esempio, della sua esperienza amministrativa. Incontriamo il presidente Angelo Maci appena rientrato da Verona.

Presidente come avete trovato il Vinitaly 2019 confronto alle scorse edizioni.
“Sicuramente migliorato soprattutto a livello folcloristico. È stato una passerella di tutti i politici, cantanti e attori innamorati del vino”. 

Durante le kermesse enologica centinaia di operatori si sono avvicinati a degustare i vostri vini.
“A differenza degli altri anni abbiamo avuto un pubblico attento e preparato, composto da enotecari, ristoratori, bajer, ed importatori provenienti da tutto il mondo”.

Quali vini sono stati maggiormente apprezzati da questi operatori.
“L’apprezzamento nei confronti dei nostri vini è stato totale, anche se in particolare sono stati apprezzati i vini top quali il Selvarossa, 1943, Ettamiano è l’ultimo nato, la Malvasia in purezza, di cui sono state realizzate solo 6.000 bottiglie tra l’altro già tutte vendute. Il lancio è avvenuto domenica scorsa all’apertura del Vinitaly a Verona.

 I mercati nazionali e internazionali quali vini richiedono.
“I mercati sia nazionali che internazionali ormai chiedono solo ed esclusivamente il Primitivo e il Negroamaro. Vitigni su cui noi imprenditori viticoli abbiamo puntato già da vent’anni.

Presidente quanto è importante il design di una etichetta per competere sul mercato globale;
“L’etichetta ha una componente molto importante nella commercializzazione della bottiglia soprattutto nella grande distribuzione perché la massaia è colpita dalla sua bellezza e dall’immediata comprensione del prodotto proposto”.

Anche quest’anno nel vostro stand si sono fermati dei Vip a degustare i vini.
“Certamente. Sono venuti Fede e Tinto, Dario Stefano,Susanna Basta della Lazio, Tomovic e Diorievic del Chievo che si sono innamorati del Melarosa. E poi Paolo De Castro, Floriano Zambon, sindaco di Conegliano Veneto e presidente nazionale dell’associazione “Città del vino”. Ed ancora Tonino Di Biase, coordinatore nazionale “Città del vino” e Antonio Calò, presidente della “Accademia della Vite e del Vino””.

Ultima modifica ilLunedì, 15 Aprile 2019 14:52
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