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Minori ed internet: educazione, disagio psicologico e sociale, ruolo della famiglia

minori_e_internetE’ il tema del Convegno che si terrà oggi alle ore 19.00, presso l’Auditorium del 2° Circolo della Scuola Elementare “G. Falcone” di Mesagne, organizzato, grazie anche all’ospitalità del Dirigente Scolastico Prof. Ernesto Marinò, dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Vicaria di Mesagne, in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari Puglia e l’I.S.C. Mons. A. Franco di Mesagne. Saranno correlatori il Dr. Toni ARESTA (Pedagogista), la D.ssa Alessandra Lucia CAMPANA (Psicologo-Psicoterapeuta), il Sovr.te Walter LOMBARDI (Dip. della Polizia di Stato, Settore Postale e Telecomunicazioni), l’Avv. Aldo VANGI (Matrimonialista, Ref. Forum delle Associazioni Familiari Puglia). Presiederà e modererà i lavori lo stesso Vicario Foraneo Don Pietro DE PUNZIO.

Il filo conduttore dell’incontro sarà il considerare che è in famiglia, prima di tutto, che ci si educa agli “stili di vita”. E’ tutta una questione non di stile, bensì di stili, di modi di essere: di attenzioni date o negate, di sguardi incrociati o sviati, di mani tese o nascoste, di passi convergenti o divergenti. Il metodo si ispira all'idea che, in qualsiasi epoca e in qualsiasi cultura, comunque sia, è essenziale che il giovane formi il carattere, si irrobustisca interiormente per poter affrontare le prove della vita. Vi è, infatti, un sapere educativo su cui la civiltà, nel corso dei millenni, non ha potuto che concordare: 1) la resistenza alla fatica; 2) il non tirarsi indietro quando le cose si fanno difficili; 3) il dare il meglio di sé senza, però, dimenticare gli altri e senza cadere nel complesso del "primo della classe"; 4) il sapersi valorizzare per quello che si è, non lasciandosi ingabbiare dai punti deboli che ciascuno, inevitabilmente, ha e che spingono ad essere rinunciatari. Per i genitori, di fronte a una generazione nuova che utilizza media e applicazioni a loro sconosciuti, il rischio è quello di chiamarsi fuori, di dire “io non ne capisco niente”. Invece no: il dialogo sull’uso dei media, il confronto su quanto i figli vedono, sentono, scrivono, ricevono è assolutamente fondamentale, non solo perché i figli non si perdano nel mare delle proposte (e dei rischi) di questi mondi virtualmente infiniti, ma anche per qualificare e dare “realtà” al dialogo stesso fra le generazioni, fra genitori e figli. Utilizzare assieme il computer ed internet, vedere insieme un film, commentare insieme un videoclip, capire quali sono i siti che un figlio frequenta e perché è parte oggi importantissima del processo educativo e del ruolo che un genitore ha. Occorrerà anche fornire sempre più strumenti semplici, pratici, accessibili – e soprattutto non succubi dell’ideologia o della moda dominante -, di orientamento alle proposte di internet, del cinema, della televisione, dei videogiochi e dei nuovi media in genere. Tutta la cittadinanza è invitata ad essere partecipe.

 

Ultima modifica ilMartedì, 24 Aprile 2012 08:41
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