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Mesagne. Dalla terra brulla riaffiora il tempio di Demetra In evidenza

muro tenente ricostruzione storica del villaggioIl sito archeologico di Muro Tenente non ha smentito le sue aspettative e anche quest'anno ha premiato gli sforzi degli archeologi facendo affiorare dal terreno brullo delle vere e proprie perle storiche.

In primis il tempio dedicato a Demetra, dea del grano e dell’agricoltura, con altare, cappella laterale e resti di colonne doriche, databili al IV secolo vanti Cristo, la vecchia cinta muraria del VI secolo avanti Cristo, una strada messapica-romanica, costruita intorno alla fine del II secondo secolo avanti Cristo e inizio del I.

Si tratta di un patrimonio archeologico di straordinario interesse con un tratto di fortificazione lungo la periferia settentrionale dell’antico abitato e la porta urbica occidentale, ancora in fase di scavo. Inoltre sono stati rinvenuti numerosi reperti, tra cui elementi che confermano la tesi che il sito fu distrutto dalle truppe di Annibale, la cui catalogazione potrà fornire ulteriori tessere al mosaico della macrostoria in cui è inserito a pieno titolo il sito di Muro Tenente. Un bilancio più che soddisfacente sia per gli archeologi olandesi della Libera Università di Amsterdam, guidati dal professor Gert Burgers, sia per le Amministrazioni comunali di Mesagne e Latiano e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto.

burgers e christian napolitanoOltre al professor Burgers i lavori sono coordinati sul campo dagli archeologi Matteo Merlino e Christian Napolitano. Così, l'area storica inizia a prendere la visione di un parco grazie anche all’ultimo intervento di recupero, valorizzazione e fruizione finanziato nell’ambito dell’accordo di Programma quadro rafforzato “Beni e Attività Culturali”, diretto dall'architetto Baratti, eseguito dalla ditta De Marco Srl, che ha visto il potenziamento della sentieristica, la realizzazione dei servizi, il restauro integrativo di una casa messapica e l’ampliamento di alcuni settori di scavo utili a comprendere il rapporto fra l’abitato, le necropoli, la viabilità interna e le due fortificazioni “concentriche” che racchiudono rispettivamente il centro e la periferia dell’antico insediamento messapico.

Dopo un decennio di battaglie condotte con lo scopo di modificare la percezione del sito, l’archeologo olandese Burgers è convinto che «l’area archeologica di Muro Tenente sta per affrontare uno dei momenti più importanti della sua storia, una sorta di “rito di passaggio” che lo condurrà da una condizione di paesaggio “rifiutato” dalle comunità locali, a quella di un laboratorio della memoria, un luogo di condivisione e sperimentazione di cui tutti dovremmo essere orgogliosi». Alla luce di tutto ciò il parco archeologico merita di assumere un ruolo importante nell’ambito della futura pianificazione urbana di Latiano e Mesagne. Per l'anno prossimo nel parco si svolgerà la prima edizione dei giochi olimpici messapici in cui saranno coinvolti altri centri tra cui Cavallino, Manduria, Oria e altre realtà messapiche dell'arco jonico-salentino.  

Ultima modifica ilMercoledì, 02 Agosto 2017 08:46
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