Redazione
Gli incendi che nelle ultime settimane hanno colpito diverse aree della Puglia, in particolare terreni incolti, sterpaglie, macchia mediterranea, aree agricole e zone di pregio naturalistico, confermano ancora una volta la necessità di affrontare il fenomeno non solo come emergenza estiva, ma come questione strutturale di prevenzione, cura del territorio, informazione ai cittadini e responsabilità condivisa.
Già tra fine maggio e i primi giorni di giugno, prima ancora dell’avvio del periodo regionale di massima pericolosità per gli incendi boschivi, si sono registrati roghi significativi in diverse province pugliesi. Particolarmente grave è apparso il quadro nel Salento, con incendi che hanno interessato aree di macchia mediterranea, zone costiere, terreni agricoli e aree prossime a riserve e habitat naturali. Tra gli episodi più rilevanti figurano i roghi tra Tricase e Andrano, nell’area del Bosco d’Arneo e della Riserva Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo, oltre a incendi di sterpaglie e terreni incolti nella BAT e in altre aree della regione.
Le prime stime disponibili parlano già di decine e decine di ettari percorsi dal fuoco: circa 80 ettari nell’area tra Tricase e Andrano, circa 50 ettari nell’area del Bosco d’Arneo e almeno 5 ettari di terreni incolti nel territorio di Andria. Solo considerando questi episodi già documentati, nel 2026 risultano quindi almeno 135 ettari bruciati, pari a circa 1,35 chilometri quadrati: una superficie equivalente a quasi 190 campi da calcio regolamentari. Si tratta di numeri parziali, che non esauriscono il quadro complessivo, ma che indicano con chiarezza una tendenza preoccupante: la stagione degli incendi si sta anticipando, gli eventi sono sempre più rapidi e complessi da gestire, e il rischio riguarda non solo le aree boscate ma anche le zone agricole, periurbane e costiere.
Negli ultimi anni la Puglia ha già pagato un prezzo pesante. I dati della Protezione Civile regionale indicano che nel 2025 gli interventi gestiti dalla Sala Operativa Unificata Permanente sono aumentati rispetto al 2024. A livello nazionale, le elaborazioni ISPRA/EFFIS confermano che la Puglia è stata tra le regioni maggiormente colpite dagli incendi nel 2025, con superfici percorse dal fuoco che hanno coinvolto anche ecosistemi forestali e aree naturali. È un segnale che non può essere derubricato a emergenza occasionale.
Gli incendi non sono mai soltanto un problema ambientale. Sono una minaccia per la sicurezza delle persone, per le abitazioni, per le attività agricole e turistiche, per il paesaggio, per la biodiversità e per il patrimonio naturale su cui si fonda una parte importante dell’identità e dell’economia pugliese. Ogni ettaro bruciato significa perdita di suolo fertile, distruzione di habitat, aumento del rischio idrogeologico, emissioni in atmosfera, danni alla fauna selvatica e costi pubblici sempre più elevati per interventi di spegnimento, bonifica e ripristino.
Per questo Legambiente Puglia ritiene indispensabile un cambio di passo: accanto alla lotta attiva agli incendi, fondamentale e spesso svolta in condizioni difficili da Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari, ARIF, Carabinieri Forestali, amministrazioni locali e operatori sul campo, serve una vera strategia regionale di prevenzione.
Chiediamo alla Regione Puglia di convocare con urgenza un tavolo tecnico regionale sugli incendi boschivi, agricoli e di interfaccia, coinvolgendo Protezione Civile regionale, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, ARIF, Comuni, Province, Enti Parco, Consorzi di bonifica, associazioni ambientaliste, organizzazioni agricole, volontariato di Protezione Civile e rappresentanze delle comunità locali.
Il tavolo dovrebbe avere obiettivi concreti e tempi certi:
1. costruire una campagna informativa regionale capillare, semplice e riconoscibile, rivolta a cittadini, agricoltori, proprietari di terreni, turisti, operatori economici e amministrazioni locali;
2. rafforzare la comunicazione sui divieti, sugli obblighi di pulizia e manutenzione dei terreni, sulle sanzioni previste e sui comportamenti corretti da adottare in caso di avvistamento di un incendio;
3. promuovere piani comunali di prevenzione, con particolare attenzione alle aree di interfaccia urbano-rurale, alle strade poderali, ai bordi stradali, ai terreni abbandonati, alle aree a rischio rifiuti e agli accessi alle aree naturali;
4. favorire il censimento preventivo delle aree più vulnerabili, incrociando dati storici sugli incendi, condizioni meteo-climatiche, presenza di vegetazione secca, abbandono dei terreni, carenza di manutenzione e prossimità ad abitazioni o infrastrutture;
5. attivare accordi territoriali tra Comuni, associazioni agricole, volontariato, enti gestori delle aree protette e forze preposte al controllo, per intervenire prima dell’emergenza;
6. investire in educazione ambientale e responsabilizzazione delle comunità, portando il tema degli incendi nelle scuole, nelle campagne, nei lidi, nei centri visita, nei parchi e nei luoghi più frequentati durante l’estate;
7. rendere pubblici, accessibili e aggiornati i dati sugli incendi, sulle superfici percorse dal fuoco e sulle aree a maggiore rischio, così da consentire monitoraggio civico, programmazione e trasparenza.
La prevenzione non può essere affidata solo alle ordinanze comunali o alla buona volontà dei singoli. Serve una regia regionale, capace di coordinare i diversi livelli istituzionali e di parlare con chiarezza ai cittadini. Occorre spiegare che bruciare residui vegetali nei periodi vietati, abbandonare rifiuti, lasciare sterpaglie a ridosso di strade e abitazioni, non curare i terreni o sottovalutare il vento e la siccità può trasformarsi in pochi minuti in un’emergenza ambientale e di protezione civile.
La crisi climatica rende il territorio più fragile: temperature più alte, periodi siccitosi, venti intensi e suoli impoveriti aumentano la probabilità che un piccolo innesco diventi un grande incendio. Ma proprio per questo la prevenzione deve diventare una politica pubblica permanente, non un messaggio diffuso solo quando le fiamme sono già divampate.
La Puglia ha bisogno di una campagna forte, unitaria e continuativa: “Zero incendi, più cura del territorio”. Una campagna che unisca informazione, controlli, manutenzione, educazione, partecipazione civica e responsabilità amministrativa.
Chiediamo quindi alla Regione Puglia di convocare al più presto un tavolo tecnico e di avviare, insieme agli enti competenti e alle associazioni, una seria campagna informativa e preventiva contro gli incendi. Non possiamo limitarci a contare gli ettari bruciati a fine estate.
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Una notte di allerta a Brindisi, dove un incendio ha interessato un raccoglitore di abiti usati situato nei pressi della Chiesa del Perrino, in via Volturno. L’allarme è scattato nelle ore notturne, richiedendo l’intervento tempestivo di una squadra dei Vigili del Fuoco che si è recata sul luogo per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area.
L’incendio ha destato preoccupazione tra i residenti e i passanti, attirati dal fumo e dalla luce delle fiamme nel cuore della città. Fortunatamente, grazie alla rapidità e professionalità dei Vigili del Fuoco, l’incendio è stato contenuto senza causare danni maggiori o feriti.
Parallelamente alle operazioni di spegnimento, la Polizia di Stato è intervenuta sul posto per effettuare tutti gli accertamenti necessari e determinare le cause dell’incendio. Al momento, le autorità stanno indagando per capire se si sia trattato di un incidente oppure di un atto doloso.
Il caso richiama l’attenzione sull’importanza di mantenere sotto controllo questi contenitori di abiti usati, spesso situati in spazi pubblici e soggetti a rischi di incendio, che possono compromettere la sicurezza della comunità. Si attendono ulteriori aggiornamenti sugli esiti delle indagini, mentre la zona è tornata progressivamente alla normalità dopo l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.
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Si è concluso ieri – martedì 9 giugno - a Bari il VII Congresso Regionale della UIL Puglia, intensa due giorni di dibattito e confronto durante il quale sono state tracciate le linee programmatiche del Sindacato nella nostra regione per i prossimi anni. L’importante appuntamento ha confermato all’unanimità Stefano Frontini nel ruolo di Segretario Generale della UIL Puglia ed ha nominato i componenti della Segreteria Regionale. Al centro del dibattito la visione futura, l'impegno irremovibile per i diritti, la sicurezza e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Presente a Bari il Segretario Generale nazionale della UIL Pierpaolo Bombardieri.
Per la nostra provincia di Brindisi il Congresso Regionale UIL ha nominato per un nuovo quadriennio il Coordinatore Territoriale Fabrizio Caliolo. La riconferma di Caliolo alla guida del Sindacato brindisino giunge in un momento storico cruciale per il territorio, chiamato ad affrontare le sfide della Transizione Industriale e le incertezze occupazionali che gravano sul sistema produttivo locale.
Come affermato da Caliolo nel corso del suo intervento Congressuale: «La UIL a Brindisi è pronta a proseguire il suo lavoro assieme alla Segreteria Regionale. Ripartiamo da qui: con lo spirito confederale di sempre, con coraggio e con la ferma volontà di confermarsi, giorno dopo giorno, come il vero Sindacato delle Persone».
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Il canottaggio a sedile fisso torna protagonista a Brindisi
Brindisi si prepara ad accogliere una delle manifestazioni più attese del panorama remiero del Sud Italia. Dopo due anni di assenza, il Meeting CSI – Trofeo dell’Adriatico e del Mar Ionio torna nella città adriatica con la prima tappa dell’edizione 2026, la ventesima della storia della manifestazione.
L’appuntamento è fissato per domenica 14 giugno 2026, a partire dalle ore 9.30, nello splendido scenario del Lungomare Regina Margherita, dove si sfideranno gli equipaggi delle principali marinerie pugliesi, dando vita a una giornata all’insegna dello sport, della tradizione marinara e della valorizzazione del territorio.
Protagonisti dell’evento saranno i Vogatori Remuri Brindisi ASD (guidati dallo storico Francesco Romanelli), realtà da anni impegnata nella promozione del canottaggio a sedile fisso e nella diffusione della cultura del mare. Per il sodalizio brindisino, riportare il Meeting CSI in città rappresenta un importante traguardo organizzativo e un’occasione per rilanciare una disciplina che affonda le proprie radici nella storia e nell’identità delle comunità costiere.
“Siamo orgogliosi di riportare a Brindisi una tappa del Trofeo dell’Adriatico e del Mar Ionio dopo due anni di assenza. Sarà una grande festa dello sport e del mare, un momento di incontro tra le marinerie pugliesi e un’opportunità per mostrare ancora una volta il legame profondo che unisce la nostra città alla tradizione remiera”, dichiarano i rappresentanti dei Vogatori Remuri Brindisi ASD.
La manifestazione si svolge con il contributo e la collaborazione di Cantiere Danese, Comune di Brindisi, Marina di Brindisi, Marina di Brindisi Club, Lega Navale Italiana – Sezione di Brindisi, Capitaneria di Porto di Brindisi, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Recurrent Energy e Ristorante Il Porticciolo, il cui sostegno ha reso possibile l’organizzazione dell’evento.
Fondamentale anche il supporto degli sponsor che affiancano durante tutto l’anno i Vogatori Remuri Brindisi ASD: Cattolica Assicurazioni – Agenzia di Brindisi Centro di Alessandra Bove, Marea Seaside Experience (sponsor di maglia), Brunda Pizzeria, Schiuma – Birreria di Mare, Edil Rollo, Studio Quarta, Typico, La Concordia, Lido Santa Lucia, Pellegrino Edilizia, Alimentari Luciano, Azienda Agricola Iaia Cosimo e Sapido – Ad un morso dal mare.
Un ringraziamento speciale va a Brindeasy, partner e sponsor dell’iniziativa (nelle persone di Alessio Mitrotta e Luca Lazzari) per il prezioso supporto organizzativo fornito nella preparazione dell’evento e alla fotografa Noemi Savina. Menzione speciale anche per Dal Pont Submarine Works e per Ilario Zammillo.
La formazione ufficiale dei Remuri 2026, guidata dal timoniere Francesco Romanelli, è composta da Fabio Albanese, Fabrizio Barbieri, Filiberto Cantoro, Marco Ciaccia, Mauro De Bellis, Francesco Diana, Luca Lapomarda, Michel Lepainteur, Alessandro Longo, Vincenzo Maggiore, Antonio Montinaro, Antonio Notarangelo, Antonio Romanelli, Massimiliano Romano, Ettore Scivales, Ivano Semeraro e Gabriele Zammillo.
L’invito è rivolto a cittadini, appassionati e turisti, che potranno assistere gratuitamente alle gare e vivere una mattinata di sport, passione e tradizione nel cuore del porto di Brindisi.
Nel ringraziare la comunità che ha partecipato alla campagna di raccolta fondi realizzata lo scorso anno, i Remuri sottolineano che presto saranno organizzati i giri in barca destinati ai sostenitori.
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In vista del prossimo 21 giugno, data in cui si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale sulla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), il M.E.D.A. (Movimento Europeo Diversamente Abili) esprime il suo più sentito ringraziamento al Comune di MESAGNE che ha accolto con prontezza e profonda sensibilità l’appello lanciato dal M.E.D.A.
Nelle scorse settimane, il Segretario Nazionale del M.E.D.A., Massimo Nigro, ha avviato una fitta campagna di sensibilizzazione istituzionale, inviando richieste formali ai sindaci del territorio nazionale.
L'invito, rivolto al cuore delle comunità locali, è quello di illuminare di colore VERDE – il colore internazionale della consapevolezza sulla SLA – un monumento simbolo o una piazza della propria città la sera del 21 giugno.
"La SLA è una patologia neurodegenerativa progressiva e, purtroppo, ancora oggi fatale nel 100% dei casi," dichiara Massimo Nigro. "È una malattia subdola che trasforma il corpo in una prigione, lasciando intatta la lucidità e il desiderio di vivere. In questo scenario di profondo dolore, l'unica vera luce è la ricerca scientifica. Vedere che molti Comuni stanno rispondendo positivamente accendendo le loro piazze ci fa capire che i malati e le loro famiglie non sono soli in questa battaglia."
Il gesto visivo di colorare l'Italia di verde ha un valore simbolico immenso: è un richiamo collettivo alla solidarietà e un monito sull'importanza vitale di sostenere gli studi clinici per trovare, finalmente, una cura.
Il M.E.D.A. desidera ringraziare pubblicamente il Sindaco FRANCESCO ROGOLI per aver dimostrato una straordinaria responsabilità civile e umana.La sera del 21 IL CASTELLO NORMANNO SVEVO sara' illuminato ! GRAZIE
M.E.D.A. Movimento Europeo Diversamente Abili
Massimo Nigro
Segretario Nazionale
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“Il mercato del grano duro è oggi profondamente alterato da un uso distorto delle importazioni. Negli ultimi anni abbiamo avuto una crescita abnorme: nel 2023 le importazioni sono cresciute +40% rispetto al 2022 e +30% rispetto al 2021. Un ulteriore crescita si è avuta nel 2024 e 2025, soprattutto da Paesi extra UE. Le importazioni non sono un fattore neutro, perché vengono utilizzate dall’industria molitoria per abbassare i prezzi e mettere fuori mercato il grano italiano. Questo meccanismo crea un eccesso artificiale di offerta, indebolisce il potere contrattuale degli agricoltori e favorisce dinamiche speculative. Il risultato è una filiera squilibrata dove chi produce perde e chi trasforma ottiene enormi extraprofitti.
Occorre una svolta immediata nei controlli dei porti. La Cia Puglia chiede al Ministro dell’agricoltura, al Ministro della Sanità e all’Assessore regionale all’Agricoltura della Puglia che TUTTE le navi con carichi di grano duro devono essere controllate nei porti pugliesi e italiani. Nessuna esclusa! Non sono più accettabili i controlli attuali, a campione e spesso non randomizzati e discrezionali, totalmente insufficienti per garantire la sicurezza alimentare. Chiediamo un sistema di controlli strutturato, generalizzato e permanente di tutte le navi con carico di grano duro che veda il pieno coinvolgimento coordinato e contestuale di Carabinieri dei NAS, Guardia di Finanza, Sanità marittima, Osservatorio fitopatologico regionale. Sono necessari controlli incrociati, con competenze diverse, per garantire trasparenza, legalità e sicurezza alimentare. I controlli devono riguardare le eventuali violazioni delle norme doganali e il rispetto degli standard sanitari, ambientali e merceologici (presenza di micotossine, residui di pesticidi, eventuale radioattività, effettività della destinazione per l’alimentazione umana del grano duro importato).
Particolare attenzione va fatta rispetto al facile utilizzo, spesso in modo fraudolento, della pratica del perfezionamento attivo (applicazione di una tassa doganale agevolata). Essendo il grano duro una produzione beneficiaria di misure di politica agricola o commerciale, è necessario che il Ministero dell’Agricoltura, unitamente alle organizzazioni professionali agricole, svolga il preventivo esame delle condizioni economiche per evitare di danneggiare gli interessi dei produttori agricoli italiani di grano duro di qualità. In tal senso chiediamo che già dai prossimi giorni siano bloccate le importazioni fino a dicembre 2026, visto l’approssimarsi della raccolta del grano duro, perché le scorte presenti nei magazzini dell’industria molitoria sono più che sufficienti. Ulteriori importazioni prima della prossima raccolta e nei 5 mesi successivi costituiscono esclusivamente un’azione predatoria nei confronti del grano duro italiano.
Il prezzo del grano duro è passato da oltre 50 €/q.le del 2023 agli attuali 28 €/q.le, il prezzo di 40 anni fa. Un crollo che non è giustificato dai dati produttivi. Infatti la produzione nazionale degli ultimi cinque anni è stata costante. Se consideriamo l’andamento produttivo degli ultimi 30 anni, registriamo in Italia una riduzione netta della superficie coltivata a grano duro che si aggira intorno al 40%, a causa esclusivamente dei prezzi vili pagati ai cerealicoltori dall’industria molitoria italiana.
Le stime dell’Ismea ci dicono che gli agricoltori sono costretti a vendere in perdita. Infatti a fronte di un costo medio di 1170 euro per ettaro, l’industria riconosce appena 700 euro per ettaro. Costringere gli agricoltori a vendere sotto costo è illegale!”.
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Chiusura stabilimento LyondellBasell, l’Assessore De Maria: “L’annuncio dell’azienda chimica desta sconcerto"
Chiusura stabilimento LyondellBasell, l’Assessore De Maria: “L’annuncio dell’azienda chimica desta sconcerto e ci impone una richiesta di intervento da parte della Regione e del Governo”.
“Apprendo dagli organi di stampa la notizia riguardante la decisione definitiva di LyondellBasell di dismettere lo stabilimento di Brindisi. È un fatto gravissimo, anche se non inatteso”. È la dichiarazione dell’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Brindisi, Giuseppe De Maria. “La crisi della chimica nel nostro territorio sembra profonda e irreversibile – ha osservato – ed è per questo che richiediamo formalmente un intervento a livello nazionale, per evitare che Brindisi venga sacrificata per salvaguardare stabilimenti situati nel nord Italia. La città ha bisogno di mobilitazione su ogni livello – ha concluso – a tutela dei lavoratori e dell’economia del nostro territorio”.
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Affacciato sulla distesa senza tempo della Piana degli Ulivi Monumentali e custodito tra le architetture candide della Città Bianca, Vista Ostuni interpreta una nuova idea di ospitalità italiana. Membro di The Leading Hotels of the World e nato dalla riqualificazione dell'edificio storico, la ex Manifattura Tabacchi, l'hotel inaugura la stagione estiva 2026 con un calendario di appuntamenti che intreccia benessere, arte, musica e cultura gastronomica, trasformando l’estate pugliese in un’esperienza immersiva e profondamente contemporanea.
Benessere e Connessione con la natura
La novità 2026 è Vista Rigenera, un rituale quotidiano di sound healing unico in Puglia offerto in esclusiva agli ospiti che ogni sera al tramonto, da giugno a settembre, sono invitati sotto gli ulivi di Vista Ostuni a vivere un'esperienza di profonda rigenerazione. Non si prenota. Non si richiede. È semplicemente inclusa nel soggiorno. Sviluppato in collaborazione con Greta Grace, fondatrice di Studio ALVA di Ostuni e ambasciatrice europea di Sound Healing International, il rituale guida i partecipanti in un bagno sonoro basato sulle frequenze a bassa vibrazione di crystal bowls, gong planetari e campane armoniche, favorendo rilassamento profondo, riduzione dello stress e riequilibrio mentale e fisico. In questo dialogo armonico con la natura, anche gli ulivi diventano parte integrante dell’esperienza, come dimostrano gli studi di bioacustica in cui si esplora come le piante rispondono alle vibrazioni sonore.
Vista Rigenera è il cuore dell'identità wellness di Vista Ostuni: il momento in cui l'hotel diventa un'esperienza che trasforma.
E quale contesto migliore del magnifico giardino che circonda l'hotel e ne è parte integrante? Firmato dal paesaggista belga Erik Dhont, il giardino accoglie oltre 170 specie botaniche autoctone, creando un percorso sensoriale scandito, tra gli altri, da olivi, carrubi secolari, agavi, aloe, mirti e gelsi antichi. Entrato a fare parte di Grandi Giardini Italiani – il network che raduna 150 giardini di eccellenza - offre oasi di quiete integrandosi perfettamente con la macchia mediterranea circostante.
A completare il percorso di rigenerazione, l’iconica piscina esterna con pavimento a dama bicolore immersa nel verde, che evoca un immediato senso di pace e tranquillità, e la Spa con piscina interna, sauna e idromassaggio e cabine dedicate ai trattamenti Biologique Recherche su misura viso e corpo.
L'estate del Rooftop Bar e la Food Experience
La convivialità e l'intrattenimento di Vista Ostuni vivono sul Rooftop Bar, una terrazza che sembra sospesa tra la bellezza della Città Bianca e la distesa di ulivi fino al mare. L'intera estate di Vista Ostuni vedrà protagonisti serate con musica dal vivo ed eventi speciali in un contesto che incanta ovunque si giri lo sguardo. Dalla notte dedicata agli Anni ’80 al Pool Party ispirato all’energia dell’estate mediterranea, fino alle serate Dolce Vita e al suggestivo evento Total White sotto le stelle e Candle Night in chiusura della stagione.
La proposta enogastronomica è un omaggio alle materie prime pugliesi, interpretate in chiave contemporanea sia nella mixology sia in cucina, in un racconto coerente che attraversa tutte le esperienze di Vista Ostuni.
Tra i signature cocktail di Vista Ostuni spiccano il Friggitello Tonic con l’iconico peperone friggitello, il Vista Ostuni Negroni - una rivisitazione del classico arricchito con vino Primitivo locale - e la novità dell’estate l’Olive Silk. Per le serate a tema in calendario, la proposta si arricchirà inoltre di cocktail dedicati, creati per interpretarne lo spirito e l’atmosfera.
Lo stesso approccio trova continuità al Bianca Bistrot, che rinnova il menu con l’introduzione del Percorso Degustazione Pugliese: un viaggio nel territorio attraverso ingredienti simbolo e ricette della tradizione reinterpretate con sensibilità contemporanea da mani esperte dell’arte culinaria. La filosofia dello Chef, pugliese di origine, nasce da un forte legame con il territorio e dalla volontà di valorizzarne identità e stagionalità. La cucina dedica inoltre grande attenzione al mondo vegetale, interpretato come elemento centrale del racconto gastronomico, attraverso lavorazioni che ne esaltano gusto e naturalezza. La selezione delle materie prime privilegia piccoli produttori locali e presìdi Slow Food, come il Carciofo Brindisino e la Melanzana violetta di Ostuni.
“Credo in una cucina che racconta la Puglia attraverso i suoi ingredienti, la sua stagionalità e la sua terra. Al Vista Ostuni ogni piatto nasce dal territorio e dialoga con il paesaggio che ci circonda. Stiamo inoltre avviando il progetto di un orto in struttura, che ci emoziona e che ci permetterà di essere ancora più vicini alla nostra idea di cucina locale.” Giuseppe Aresta, Executive Chef Vista Ostuni.
Arte e Dialogo con il territorio
Oltre a partecipare all’Ostuni Design Weekend con un’installazione site-specific - visitabile fino al 14 giugno dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 20:30 - Vista Ostuni ospiterà la mostra di arte contemporanea A-MARE dell’artista Diango Hernández, a cura di Wizard Gallery, a partire dal 26 giugno. La mostra nasce come un dialogo tra memoria, paesaggio e Mediterraneo, creando una connessione sensibile tra la ricerca poetica dell’artista e l’identità di Vista Ostuni.
Per Vista Ostuni, il coinvolgimento nel mondo dell’arte rappresenta un impegno concreto nel creare connessioni autentiche tra territorio, cultura e persone. Sostenere e promuovere il dialogo artistico significa non solo fare una scelta culturale, ma anche contribuire a valorizzare la creatività come motore di ispirazione, crescita e condivisione.
Perché la Puglia più autentica si vive anche oltre l’estate, Vista Ostuni resterà aperto fino al 6 gennaio, invitando a scoprire la magia della Città Bianca e del territorio anche oltre il periodo estivo, in una stagione che non finisce mai.
Agenda eventi
● Dal 1° giugno al 30 settembre: Serate con DJ set dal martedì alla domenica, dalle 18:00 alle 21:30.
● 13 giugno: Serata Anni '80
● Dal 26 giugno: Mostra di arte contemporanea A-MARE dell’artista Diango Hernández, a cura di Wizard Gallery
● 5 luglio: Pool Party
● 22 luglio: La Dolce Vita
● 7 agosto: White Night
● 11 settembre: Candle Night
Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | +39 0831 1815678 | vistaostuni.com
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Aurora Volley Brindisi, la nuova allenatrice è Cristina Laudisa
L'Aurora Volley Brindisi annuncia con orgoglio l'accordo con Cristina Laudisa, allenatrice leccese, che guiderà la squadra nella stagione 2026/27. Un colpo di mercato fortemente voluto dal Presidente Ercole Saponaro, che ha lavorato personalmente per portare a Brindisi una delle figure tecniche più autorevoli della pallavolo pugliese.
Il curriculum di Cristina Laudisa parla chiaro: tre promozioni dalla Serie C alla Serie B con Gallipoli ,Martignano e Nardò, un decennio alla guida della Nike Volley Lecce con importanti risultati nel settore giovanile e le esperienze come head coach delle selezioni provinciali e regionali.
Più recentemente ha guidato la Dream Volley Nardò nel campionato di B2.
L'Aurora ha scelto una professionista di comprovata esperienza e grande conoscenza della pallavolo pugliese per costruire un progetto tecnico serio e ambizioso.
"Con grande orgoglio annuncio l'arrivo di un'allenatrice di alto livello, con esperienza, carisma e professionalità.”- dichiara il Presidente Saponaro -“Sono convinto che Cristina saprà trasmettere alla squadra credibilità e coinvolgimento, regalandoci grandi soddisfazioni."
"Conosco l'Aurora Brindisi da diversi anni e ho sempre apprezzato la serietà e la correttezza delle persone che ne fanno parte.” -dice la nuova allenatrice biancazzurra – “Sono pronta a mettermi in gioco per raggiungere insieme obiettivi ambiziosi, con un roster ben bilanciato in cui l'energia delle giovani sarà supportata da giocatrici di grande esperienza."
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La sfida della transizione ecologica: imprese locali protagoniste ed equilibrio tra lavoro...
La sfida della transizione ecologica: imprese locali protagoniste ed equilibrio tra lavoro, ambiente ed economia per garantire il benessere sociale
Negli ultimi anni l’Europa ha perseguito obiettivi ambientali ambiziosi e necessari. Tuttavia, a Brindisi, in Puglia e più in generale in Italia, non si è compreso che la transizione ecologica non può realizzarsi senza una solida strategia industriale, energetica e infrastrutturale in grado di accompagnare imprese e territori verso il cambiamento.
Ridurre le emissioni è un obiettivo non negoziabile, ma le politiche industriali avrebbero dovuto indirizzare il mercato valorizzando la capacità di innovazione delle imprese.
In questo contesto assume un ruolo fondamentale il settore delle costruzioni che, essendo il principale assemblatore di tecnologie, materiali e soluzioni innovative, può concretizzare l’implementazione delle politiche di sostenibilità e quindi l’effettiva transizione ecologica.
In altre parole, è il settore che costruisce e dà forma fisica alla transizione. Senza una filiera dell’edilizia solida, che va ben oltre il falso mito dei cappotti termici, non esistono edifici efficienti, impianti rinnovabili, infrastrutture sostenibili o città intelligenti, perché è attraverso il costruire che ogni innovazione diventa realtà.
L’Italia e il Mezzogiorno dispongono di risorse naturali straordinarie che possono renderci protagonisti della nuova economia energetica europea. La Puglia, grazie alla sua conformazione geografica, ai porti, alle infrastrutture energetiche e alle competenze industriali presenti sul territorio, può diventare uno dei principali hub euro-mediterranei dell’energia pulita e delle nuove filiere produttive.
Ma la Puglia e in particolare Brindisi, non può essere soltanto il luogo dove installare impianti: la vera sfida è trasformare la transizione energetica in un motore di sviluppo economico e sociale per i territori che la ospitano.
Per troppo tempo il rapporto tra grandi investimenti energetici e comunità locali è stato impostato su un modello distorto: da una parte chi investe utilizzando la leva occupazionale, dall’altra chi subisce.
Per ottenere un reale beneficio economico, è necessario cambiare il paradigma: quando un’impresa investe in fonti energetiche alternative su un territorio, le imprese locali devono entrare a far parte dell’investimento, diventando partner strategici protagonisti dello sviluppo!
Allo stesso modo è difficile immaginare che le royalty energetiche, se utilizzate prevalentemente per finanziare strade e marciapiedi, possano generare sviluppo. Le compensazioni derivanti dagli impianti energetici devono trasformarsi in strumenti di crescita economica permanente.
Serve un vero “patto sociale” tra istituzioni, imprese locali e investitori che vincoli una quota significativa delle royalty alla creazione di nuova economia. Quelle risorse potrebbero finanziare startup innovative fondate da giovani, sostenere progetti manifatturieri ad alto contenuto tecnologico, favorire l'adozione dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi e accompagnare la nascita di nuove filiere industriali capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali.
Per i costruttori di Ance Brindisi, la transizione ecologica deve coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo economico. La decarbonizzazione può essere un’occasione se l’innovazione tecnologica genera valore e rafforza il sistema produttivo, l’occupazione e la capacità industriale. L’obiettivo non può essere solo ridurre le emissioni, ma creare un equilibrio tra lavoro, ambiente ed economia, condizione indispensabile per garantire il benessere sociale.
Angelo Contessa
Vice Presidente ANCE Puglia
Delega alla Transizione Ecologica
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