Crisi vitivinicola Cantine Due Palme guida la mobilitazione del Salento
Un'assemblea straordinaria, convocata in tutta fretta ma capace di trasformarsi in un momento storico per l'agricoltura pugliese. È quanto accaduto nella Sala Selvarossa di Cantine Due Palme, dove i soci si sono riuniti d'urgenza per fare fronte comune contro una crisi di mercato che rischia di travolgere l'intero comparto vitivinicolo salentino proprio alla vigilia della nuova vendemmia. La sala, gremita in ogni ordine di posto, ha visto sfilare i vertici del mondo agricolo, cooperativo e istituzionale, uniti da un unico obiettivo: fermare l'emorragia economica che sta colpendo i viticoltori del territorio. Al termine dei lavori è stato approvato all'unanimità un documento programmatico contenente richieste precise e non più procrastinabili, da recapitare senza indugio al Governo centrale. Contestualmente, è stata costituita una delegazione unitaria che nei prossimi giorni incontrerà l'Onorevole Raffaele Fitto, con l'obiettivo di ottenere interventi rapidi e straordinari a tutela di un patrimonio economico e sociale che affonda le radici in secoli di storia. A dare voce alle istanze della base produttiva è stato il presidente fondatore onorario di Cantine Due Palme, Angelo Maci, che ha formalizzato davanti al tavolo dei relatori due direttrici d'intervento giudicate imprescindibili, incassando la piena condivisione dell'intero tavolo dei relatori. «Non possiamo più permetterci di attendere. I nostri viticoltori stanno vendemmiando con l'angoscia di non sapere se riusciranno a coprire nemmeno i costi di produzione», ha dichiarato Maci aprendo il suo intervento, prima di entrare nel merito delle richieste. La prima direttrice riguarda le misure di mercato: viene chiesta l'attivazione immediata della distillazione di crisi e dello stoccaggio dei vini a medio e lungo termine, strumenti ritenuti indispensabili per riassorbire i volumi in eccesso e arginare il crollo verticale dei prezzi delle uve, ormai scivolati ben al di sotto dei costi minimi di produzione. «Servono risposte immediate, non promesse per la prossima campagna. La distillazione e lo stoccaggio sono gli unici strumenti in grado di dare ossigeno a un mercato che sta soffocando», ha spiegato il presidente, sottolineando come ogni giorno di ritardo si traduca in perdite economiche difficilmente recuperabili per le famiglie contadine del territorio. La seconda direttrice punta invece a combattere una piaga che da tempo avvelena il settore: l'abusivismo viticolo. L'assemblea ha chiesto l'approvazione e l'immediata implementazione del catasto viticolo regionale, strumento considerato ormai non più rinviabile per censire e sradicare i vigneti irregolari – spesso impiantati su terreni demaniali – concentrati soprattutto nel Foggiano. Una concorrenza sleale che, secondo le stime fornite in assemblea, interessa oltre 40mila ettari e immette sul mercato circa 1,5 milioni di quintali di uva, con effetti devastanti sui prezzi e sulla tenuta dell'intera filiera regolare. «Non è più tollerabile che chi lavora nel rispetto delle regole, investendo in qualità e sostenibilità, debba competere con chi produce nell'illegalità più totale», ha aggiunto Maci con toni fermi. «Quarantamila ettari di vigneti abusivi non sono un dettaglio statistico: sono una ferita aperta che deprime i prezzi e umilia il lavoro onesto dei nostri viticoltori». Il tavolo dei relatori, chiuso dall'intervento dell'Onorevole Dario Iaia, ha registrato una convergenza piena e trasversale. Hanno espresso condivisione totale il Presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo, il Presidente di Confagricoltura Brindisi Antonello Bruno, la Presidente di Cantine Due Palme Melissa Maci, l'ex Senatore Dario Stèfano e l'Assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli. Al loro fianco, i rappresentanti dei consorzi di tutela di Brindisi e Lecce, quest'ultimo nella persona di Damiano Reale, insieme a Novella Pastorelli, in rappresentanza dell'Unione dei Consorzi della Puglia. Dall'incontro di Cellino San Marco nasce anche una cabina di regia permanente, incaricata di seguire passo dopo passo l'interlocuzione con il Ministero e di vigilare affinché le richieste approvate non restino lettera morta. «Da qui non usciremo con un semplice documento da archiviare, ma con un impegno concreto a monitorare ogni passaggio, fino a quando non arriveranno risposte reali da Roma», ha concluso Maci, ribadendo la volontà del territorio di parlare con un'unica voce. Un messaggio chiaro, ribadito da più voci nel corso della giornata: la viticoltura salentina non chiede assistenzialismo, ma il diritto di sopravvivere a una crisi sistemica che ha ormai assunto dimensioni globali.
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