Iniziata la Vendemmia 2026 nelle aziende locali

Agosto 15, 2026 520

Il calendario della vendemmia quest’anno ha deciso di correre più veloce. Nel Brindisino la raccolta delle uve è già partita e nei vigneti del Salento il lavoro è entrato nel vivo con le varietà precoci e con quelle destinate alla produzione degli spumanti. Un anticipo rispetto alla tradizionale scansione della stagione che non sembra, almeno per ora, compromettere la qualità del raccolto. Al contrario, le prime indicazioni parlano di grappoli sani, buoni livelli di maturazione e quantitativi soddisfacenti. Nelle campagne si lavora dunque a pieno ritmo, mentre nelle cantine è già iniziato il processo che trasformerà le uve della vendemmia 2026 nei vini della prossima stagione. A Mesagne, tra i protagonisti di questa fase c’è l’azienda biologica Tenute Bellamarina, di proprietà di Immacolata Dimastrodonato. Cinquanta ettari di vigneto coltivati a Fiano, Primitivo Doc, Negroamaro e Lambrusco, con una produzione condotta nel rispetto dei criteri dell’agricoltura biologica e dei disciplinari di riferimento. La raccolta è già cominciata con le uve precoci, a partire dal Fiano, mentre per il Primitivo l’avvio è previsto subito dopo Ferragosto. A condizionare il ciclo vegetativo è stato soprattutto l’andamento meteorologico. Le abbondanti piogge primaverili hanno consentito di creare una riserva idrica che si è rivelata preziosa nei mesi successivi, segnati da temperature elevate e scarse precipitazioni. Con l’avanzare dell’estate, infatti, si è reso necessario anche il ricorso a irrigazioni di soccorso per sostenere le piante e accompagnarle fino alla maturazione. Le prime analisi effettuate in azienda restituiscono un quadro positivo. I grappoli si presentano sani e maturi, con una gradazione di 18 gradi Babo per il Primitivo e di 18,50 per il Fiano, mentre il pH rilevato per quest’ultimo si attesta a 5,5. La produzione, inoltre, viene mantenuta entro i quantitativi previsti dal disciplinare. «Nella nostra azienda produciamo solo vitigni autoctoni come il Primitivo Doc e il Fiano», spiega Immacolata Dimastrodonato. E proprio sul Fiano l’imprenditrice richiama una ricerca dell’Università di Bari che avrebbe individuato le radici di questi vitigni in questo territorio messapico prima e romano successivamente. Uno sguardo al passato che si accompagna a una prospettiva di crescita: «Nel prossimo futuro incrementeremo la produzione con del Negroamaro e della Malvasia». La vendemmia è partita anche nelle grandi realtà cooperative del territorio. Cantine Due Palme ha ufficialmente inaugurato la stagione del raccolto il 6 agosto, dando il via alle operazioni nei vigneti della storica cooperativa di Cellino San Marco. La prima varietà raccolta è stata l’Aleatico, mentre la campagna è entrata nel vivo con lo Chardonnay. A spiegare le ragioni di questo anticipo è Angelo Maci, presidente onorario di Cantine Due Palme, secondo il quale l’annata 2026 è caratterizzata da una maturazione nettamente anticipata. Un fenomeno che non riguarda soltanto il Salento e la Puglia, ma che sta interessando gran parte della viticoltura italiana, alle prese con l’accelerazione dei cicli vegetativi determinata dalle ondate di calore che hanno caratterizzato l’estate. «La curva fenolica e l’indice glucidico di varietà come lo Chardonnay e l’Aleatico ci hanno indicato chiaramente che i tempi erano maturi», sottolinea Maci. Anticipare la raccolta, spiega, non significa semplicemente iniziare prima, ma intervenire nel momento ritenuto più adatto per preservare le caratteristiche delle uve: «Anticipare di una settimana significa difendere l’acidità e la freschezza nei nostri vini bianchi e l’equilibrio nei rossi». «Il cambiamento climatico ci mette a dura prova, ma noi non siamo impreparati», afferma Maci. «Nel Salento siamo abituati da sempre al caldo, fa parte della nostra identità e della nostra storia; sappiamo come dialogare con il sole e come proteggere i nostri grappoli».

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