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Mesagne. Interrotta la donazione dell'Avis, la protesta dei donatori In evidenza

avis donazione 26 dicembre 2016 2Proteste ieri mattina a Mesagne

avis donazione 26 dicembre 2016 3per l’interruzione anticipata della donazione di sangue organizzata dalla locale sezione dell’Avis a causa dell’indisponibilità del medico incaricato alla certificazione dell’emocromo. Alle ore 11,30, per impegni personali, il medico ha chiuso l’accettazione e lasciato fuori oltre 25 soci che erano in attesa da quasi due ore per sottoporsi alla donazione. Inutile dire che gli stessi sono rimasti molto dispiaciuti per l’incomprensibile decisione presa dal medico legata, sicuramente, da motivi giustificati già ai suoi superiori. La raccolta era iniziata alle ore 8 e doveva terminare, come accettazione, alle ore 12. In quell’arco di tempo sono state raccolte 50 sacche, se ne sarebbero raccolte molte di più se la donazione non fosse stata interrotta anticipatamente. La giornata della donazione era stata organizzata, già da tempo, dall’Avis di Mesagne che ha il giorno di Santo Stefano nelle date canoniche del suo calendario annuale. Come per le precedenti volte l’autoemoteca dell’Asl di Brindisi è giunta in perfetto orario e ha posteggiato in piazza IV Novembre. Purtroppo le donazioni si devono fare con il mezzo mobile e non presso l’ospedale mesagnese poiché non sono stati messi a disposizione dell’associazione di volontariato gli ambienti sanitari necessari. In pratica, nonostante la dismissione di reparti e di servizi, non ci sarebbero, al momento, ambienti idonei disponibili. Fin di primo mattino i soci, e non solo, si sono messi in fila e hanno aspettato il loro turno per donare. Si sa bene che per il centro trasfusionale di Brindisi le sacche di sangue sono come la manna caduta dal cielo. Tutto è andato bene sino alle ore 11,30 quando il medico addetto all’accettazione ha detto stop con mezz’ora di anticipo sull’orario di chiusura, nello stupore delle oltre 25 persone ancora in attesa di donare. I volontari hanno tentato in tutti modi di farlo desistere dalla decisione, ma non c’è stato niente da fare. E ben 25 sacche di sangue sono state perse. A ricostruire i fatti sono sia il presidente dell’associazione Avis di Mesagne, Rosaria Magrì, sia il vice presidente provinciale, Sergio Zezza: “È assurdo ciò che è accaduto stamattina – hanno spiegato di due-. Gli accordi presi con l’Asl di Brindisi erano di fare la raccolta fino alle ore 12, come sempre”. Ed hanno aggiunto: “Spesso andiamo oltre l’orario di chiusura anche di una mezz’ora soprattutto quando c’è gente. Oggi (Ieri per chi legge) abbiamo sospeso le prenotazioni alle 11,15 per non caricare troppo il personale. Non ci aspettavamo, però, lo stop alle 11,30. Abbiamo mandato via persone che erano in coda fin dalle ore 10”. “Non si possono mandare via i donatori quando c’è necessità di sangue nella nostra Asl. Scriveremo ai vertici per farci sentire”, ha precisato il vice presidente provinciale Zezza mentre la sua collega Magrì ha voluto sottolineare lo “sfogo amaro condiviso da tutti i soci dall’Avis che con spirito di sacrificio organizzano le giornate della donazione. Ogni volta c’è un problema, una difficoltà che mortifica queste persone e i tanti donatori sensibili alla richiesta”. 

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