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Alessandro Giacomina, un medico col sorriso In evidenza

2016-12-29 091654Non conoscevo personalmente questo giovane medico, sapevo chi fosse, il paese è quello e non è stato difficile incrociarsi con gli sguardi in quegli anni.

Il mio rammarico personale è stato quello di non averlo potuto frequentare 20 anni fa quando era un bravo liceale, oggi invece è stato un privilegio conoscere un bravo medico chirurgo, consapevole della propria professione, nel trovare quelle soddisfazioni che si cercano quando si ama il proprio lavoro.

Diplomatosi nel Liceo Scientifico di Mesagne (1996) e laureatosi in Medicina e Chirurgia a Pisa con il massimo dei voti (2005), si è specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva (2011) con una tesi sulla labiopalatoschisi (70/70 e Lode). Una vera e propria missione, la sua, di chi è consapevole di aver  ricevuto il dono del paradigma, nel segno della continuità col papà Salvatore, indimenticato medico mesagnese. Faccia pulita, educazione sopraffina. Con una chiacchierata di una mezz'ora, mi ha trasmesso competenza e serenità. Un ragazzo dal cuore d'oro e dalla chitarra facile, figlio di una gioventù vibrante ma non spericolata.

Non ho avuto modo di approfondire il suo background musicale ma le immagini sui social parlano chiaro, descrivono una persona molto amata dai suoi amici ma soprattutto dai genitori dei suoi piccoli pazienti a cui le sue mani sartoriali di precisione assoluta restituiscono, in tutto o in parte, quanto la natura non ha, sfortunatamente, concesso loro perché la sua è la cura della patologia della famiglia più che del paziente.  

giacomina alessandro drUn percorso di studi e di vita che lo ha portato fino in Brasile e Paraguay a restituire agli sfortunati pazienti, i cui paesi non hanno quel capitale umano che consente loro di superare le prime difficoltà della vita. Questo prossimo 40enne, ha le idee chiare della sua professione nel contesto sanitario nazionale e internazionale e su come dovrebbero approcciarsi i giovani studenti alla facoltà di Medicina. Un medico abile nella cura del particolare, nel coniugare la chirurgia e la gestione emotiva dei genitori, tra ansie e pressioni per il futuro dei loro piccoli, cercando anche di rendere più accogliente il reparto per trovare il giusto equilibrio tra un luogo di cura e il benessere psicologico dei piccoli pazienti.  

Un medico così qualificato che paradossalmente, come tanti ragazzi della sua età, vive la professione medica nel precariato contestualizzato nella burocrazia sanitaria italiana contemporanea e che ha ammesso, qualora arrivasse ad aprile prossimo, alla scadenza del suo contratto, di almeno prendere in considerazione un'offerta lavorativa dall'estero. Sarebbe un vero peccato perdere un abile professionista formato e competente per un altro paese, viste anche le recenti polemiche sui cervelli in fuga.

Ultima modifica ilGiovedì, 29 Dicembre 2016 09:19
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